giovedì 13 Agosto 2026

Standardizzazione dei processi costruttivi off-site e metriche di sostenibilità nella rigenerazione urbana

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Nel quadro dell’esame parlamentare del Decreto-Legge 7 maggio 2026, n. 66, recante disposizioni urgenti per il , l’audizione del Green Building Council Italia presso la VIII della Camera dei Deputati ha posto l’accento sulla necessità di superare i metodi edilizi tradizionali in favore di processi standardizzati. L’adozione dei cosiddetti Modern Methods of Construction (MMC) e l’implementazione di sistemi di fabbricazione off-site, dove i componenti strutturali vengono realizzati in stabilimenti controllati e successivamente assemblati in , rappresentano le direttrici tecnologiche principali per ridurre i tempi di esecuzione, contenere i costi di produzione e minimizzare l’impronta carbonica dei nuovi insediamenti. 

L’approccio ingegneristico promosso da GBC Italia mira a trasformare l’edilizia residenziale attraverso l’introduzione di criteri misurabili e verificabili, capaci di attrarre capitali pubblici e privati verso la rigenerazione del patrimonio immobiliare. In quest’ottica, la differenziazione tecnica tra edilizia residenziale pubblica, sociale e integrata diventa strategica per intercettare la domanda della fascia media urbana, composta da lavoratori e universitari. Sotto il profilo tecnologico, l’integrazione di questi modelli abitativi richiede l’adozione di protocolli energetico-ambientali scientifici, che non si limitino a valutare il mero isolamento termico, ma analizzino in modo olistico il miglioramento sismico delle strutture, la resilienza urbana di fronte agli eventi climatici estremi e il contenimento del consumo di suolo attraverso il recupero volumetrico delle aree dismesse. 

La proposta metodologica presentata in Commissione prevede l’inserimento di meccanismi di premialità tecnica nei futuri bandi attuativi, subordinando i all’effettivo raggiungimento di standard prestazionali certificati. Fabrizio Capaccioli, Presidente di GBC Italia, ha chiarito l’orientamento strategico dell’ dichiara: “In questa fase storica è necessario superare una visione esclusivamente quantitativa dell’abitare e costruire invece modelli che integrino sostenibilità ambientale, accessibilità economica e qualità sociale. Il Piano può diventare un acceleratore di rigenerazione urbana, innovazione industriale e inclusione sociale, ma occorre garantire strumenti stabili, misurabili e replicabili nel tempo”. Questa impostazione richiede un quadro normativo univoco e semplificato, che estenda i benefici della snellezza burocratica oltre la scala dei grandi investimenti, uniformando le procedure per l’intera filiera produttiva. 

La digitalizzazione e l’ dei processi costruttivi trovano un punto di convergenza nell’adozione di modelli avanzati di housing management, capaci di monitorare i consumi energetici e l’efficienza degli impianti nel lungo periodo. Il coordinamento tra i nuovi flussi di finanziamento, come il Fondo Housing Coesione, e le infrastrutture finanziarie esistenti punta a ottimizzare la resa degli investimenti sulla base di dati empirici. Capaccioli ha concluso l’intervento in sede istituzionale evidenziando come: “L’innovazione costruttiva e la sostenibilità devono diventare elementi centrali delle politiche abitative. Per questo abbiamo proposto di introdurre nei futuri bandi e meccanismi attuativi premialità specifiche per gli interventi che adottano protocolli energetico-ambientali certificati e soluzioni industrializzate, capaci di garantire prestazioni verificabili, riduzione dei rischi e maggiore attrattività per gli investimenti pubblici e privati”. La standardizzazione dei componenti e la tracciabilità delle prestazioni si confermano, dunque, come i vettori determinanti per la modernizzazione della filiera edile continentale. 

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