giovedì 16 Luglio 2026

Sudafrica, proteste anti migranti: ronde manifestanti tra le case per cercare irregolari

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) –
Tensioni sempre più alte in Sudafrica, dove l’ondata di proteste contro l’immigrazione irregolare sta vedendo una crescente radicalizzazione. A Johannesburg, nel quartiere di Alexandra, gruppi di manifestanti hanno dato a vere e proprie ronde, facendo irruzione nelle abitazioni alla ricerca di cittadini stranieri privi di documenti per poi consegnarli alla .  

Secondo testimonianze a Reuters rilanciate da Nbc , i dimostranti hanno sfondato le porte delle case, scortando gli immigrati fermati fino ai furgoni delle forze dell’ordine; tra le persone portate via anche una donna e un bambino originari del Malawi. C’è anche chi ha tentato di difendersi esibendo i propri documenti, come un cittadino dello Zimbabwe che ha dichiarato di risiedere regolarmente nel Paese allo Zimbabwean Exemption Permit, il permesso speciale che consente a migliaia di suoi connazionali di vivere e lavorare legalmente in Sudafrica. 

L’iniziativa rientra nella più ampia mobilitazione promossa dal movimento civico anti-immigrazione March and March, fondato nel 2024 dall’ex radiofonica Jacinta Ngobese-Zuma. Dopo la scadenza del 30 – ultimatum simbolico concesso agli irregolari per lasciare il Paese – l’organizzazione ha annunciato manifestazioni a cadenza settimanale, ogni giovedì. analoghi si sono svolti anche a Soweto e a Durban. “Stiamo andando casa per casa a rimuovere gli stranieri”, ha rivendicato apertamente il leader comunitario Bongani Msomi durante la marcia ad Alexandra. Il movimento attribuisce agli immigrati la responsabilità di gran parte della crisi economica nazionale, chiedendo controlli più severi alle frontiere, espulsioni di massa e una corsia preferenziale per i cittadini sudafricani nell’accesso a scuole e sanità. 

Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha più volte esortato la popolazione a non usare i migranti come “capro espiatorio” per le profonde difficoltà economiche e sociali in cui versa il Paese. “I sudafricani non sono xenofobi”, ha dichiarato Ramaphosa nel tentativo di allentare le tensioni diplomatiche con il resto del continente, pur ammettendo i gravi ritardi e la corruzione nella gestione dei flussi migratori. Il capo di Stato ha però condannato fermamente i metodi dei movimenti civici, ricordando che “l’applicazione delle leggi sull’immigrazione spetta allo Stato e allo Stato soltanto” e che i privati cittadini non hanno alcun diritto di sostituirsi alle autorità. Nel frattempo, per ragioni di sicurezza, la polizia ha intensificato sia gli di immigrati irregolari sia i dispiegamenti di agenti durante i cortei. Il clima di forte paura ha intanto innescato un vero e proprio esodo preventivo: il governo del Malawi ha reso noto che oltre 38.000 propri cittadini sono rientrati in patria nelle ultime settimane a dei timori per la propria incolumità, mentre sono più di 60.000 le persone che hanno scelto di fare ritorno nel vicino Zimbabwe. 

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