giovedì 13 Agosto 2026

Tumore al pancreas, identificato il fattore di resistenza alle nuove terapie molecolari

Di La Sintesi Online
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La mutazione del gene Kras rappresenta una caratteristica distintiva dell’adenocarcinoma duttale del , la forma più comune e aggressiva di tumore pancreatico, e ne guida l’insorgenza e la progressione. Negli ultimi anni lo sviluppo di farmaci mirati contro la proteina Kras alterata ha aperto nuove prospettive terapeutiche. Tuttavia la loro efficacia nella pratica clinica resta limitata poiché le cellule tumorali pancreatiche sviluppano rapidamente meccanismi di resistenza a questi inibitori. Un di della Sapienza Università di , coordinato da Gian Luca Rampioni Vinciguerra del Dipartimento di Medicina clinica e molecolare, e della The Ohio State University (Usa) ha identificato nella proteina Fra-2 “un fattore chiave che regola questa resistenza all’inibizione farmacologica di Kras”. 

Più precisamente i risultati dello , pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’, hanno permesso di rilevare “come Fra-2, un fattore di trascrizione che in fisiologiche gestisce la risposta della cellula allo stress, risulti attivato in modo aberrante nelle cellule tumorali esposte ai trattamenti. Attraverso la regolazione dell’espressione genica, Fra-2 è inoltre in grado di rimodellare profondamente l’assetto molecolare delle cellule neoplastiche, rendendone la proliferazione indipendente da Kras quando questo viene farmacologicamente inibito, e rendendo quindi difatti inefficace l’azione dei farmaci progettati per colpirlo”, si legge sulla nota della Sapienza. I risultati della ricerca indicano inoltre che Fra-2 “potrebbe essere un promettente bersaglio terapeutico: gli studi di laboratorio hanno infatti dimostrato che l’inibizione combinata di Kras e Fra-2 è in grado di potenziare significativamente l’efficacia dei trattamenti contro la patologia, aprendo nuove strade per la di questa neoplasia ancora difficile da curare”. 

Lo studio è stato realizzato con il sostegno di Fondazione Airc e grazie alla collaborazione multidisciplinare di diversi centri di eccellenza italiani, tra cui la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, Centro di Riferimento Oncologico di , L’Università di e l’Università di Modena e Reggio Emilia. 

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