lunedì 14 Settembre 2026
Matteo Salvini ph: ANSA

Un altro guaio per Matteo Salvini: la vecchia Lega riapre la guerra interna

L’ex deputato Gianluca Pini lancia un comitato per “scongelare” la vecchia Lega Nord e chiede un congresso. Salvini attacca, mentre il nodo del simbolo può aprire un nuovo fronte legale

Di Redazione
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Più che mettere in difficoltà Matteo Salvini, l’iniziativa rischia di colpire soprattutto chi, dentro la Lega, sta cercando di costruire un percorso per superarlo. A muoversi sono alcuni reduci della vecchia Lega , guidati dall’ex deputato Gianluca Pini, che annunciano un comitato con l’obiettivo di chiedere la convocazione di un congresso e riportare in campo lo storico partito. «Il nostro comitato nasce per sbloccare il simbolo e scongelare il vecchio partito», spiega Pini. Un’operazione che potrebbe trasformarsi in una nuova battaglia interna e, soprattutto, in un contenzioso giudiziario sul simbolo della Lega e sullo storico Alberto da Giussano.

Una Lega ancora formalmente in

La vecchia Lega Nord, travolta dalla vicenda dei 49 milioni di di debiti che la nuova Lega continua a pagare, non è mai stata formalmente cancellata. Il congresso non viene convocato da nove anni, ma il partito è rimasto in vita come struttura residuale. Esiste ancora un segretario federale, Igor Iezzi, considerato vicino a Salvini, mentre sul sito ufficiale compare l’elenco dei componenti del . Tra i nomi figurano Lorenzo Fontana, Gianni Fava ed Erik Pretto, oggi passato a . Anche alcuni esponenti di primo piano della Lega, come e Giancarlo Giorgetti, risultano ancora legati alla vecchia struttura. Il paradosso è che quella che appare ormai come una formazione “di carta” conserva comunque elementi formali che potrebbero avere politiche e legali.

Fontana prende le distanze

L’iniziativa di Pini rischia così di sovrapporsi al confronto già aperto sul futuro della Lega. Attilio Fontana, presidente della Lombardia, ha voluto prendere le distanze dall’operazione: «Ho sentito anche io di questa iniziativa ma non c’entra assolutamente niente con il discorso che stiamo portando avanti noi con Salvini». Il riferimento è al confronto tra Salvini e i principali governatori ed esponenti del partito, da Luca Zaia a Massimiliano Fedriga, passando per Fontana e Lorenzo Romeo, chiamati a discutere del futuro della leadership leghista.

Salvini attacca i promotori

Salvini considera invece l’iniziativa un tentativo di rientrare dalla finestra dopo essere stati messi ai margini. Il leader della Lega sostiene che a chiedere oggi il ritorno alla vecchia Lega Nord siano «coloro che hanno rischiato di uccidere la Lega e che ora si rifanno vivi in cerca di poltrona». E pone una domanda sui 49 milioni di euro di debiti: «Chi ha patteggiato per corruzione è disposto anche a farsi interamente carico dei 49 milioni di debiti che la Lega per Salvini premier ha trovato in eredità e che tuttora sta pagando?».

Il nodo del simbolo

La partita non è soltanto politica. Il punto centrale è anche giuridico: la vecchia Lega Nord conserva formalmente il riferimento al nome “Lega” e al simbolo storico di Alberto da Giussano, elementi utilizzati dalla formazione guidata da Salvini. Un eventuale congresso potrebbe quindi aprire un nuovo fronte , mentre la presenza degli iscritti rimasti nella vecchia struttura renderebbe ancora più complessa la situazione. Nel frattempo Salvini si prepara a convocare una nuova riunione con Zaia, Fedriga, Fontana e Romeo. Il tentativo è riaprire la trattativa sul futuro del partito. Ma mentre la Lega prova a scongelare il proprio passato, il rischio è che proprio quel passato finisca per complicare ulteriormente il confronto sul suo futuro.

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