domenica 13 Settembre 2026

Meloni festeggia, gli italiani pagano: inflazione e salari al palo

Meloni celebra a Bari i record demografici, ma il Paese resta alle prese con caro-vita, salari sotto pressione, inflazione al 3,3% e una crescita del Pil ferma allo 0,2%

Di Redazione
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Il governo Meloni si prepara a celebrare a Bari, dopodomani, i nuovi dati sulle proiezioni demografiche dell’Istat e il record della . Ma dietro il dato positivo sull’aspettativa di resta un quadro economico che continua a mettere sotto pressione famiglie e lavoratori. Inflazione, salari reali in difficoltà, lavoro povero e crescita quasi ferma raccontano un Paese alle prese con fragilità strutturali. Ad agosto l’inflazione ha accelerato al 3,3% su base annua, raggiungendo il livello più alto dal settembre 2023. A spingere i prezzi è soprattutto il comparto energetico: nel mercato tutelato il è aumentato del 31,3%, mentre l’energia elettrica nel mercato libero ha registrato un incremento del 17,9%. Anche benzina e gasolio sono tornati sopra i due euro al litro.

Il peso del caro-vita

Secondo le associazioni dei , l’aumento dei prezzi si traduce in un aggravio di spesa, a parità di consumi, di 1.091 euro l’anno per una famiglia tipo. Per i nuclei con due figli il conto arriva a 1.507 euro. Sul fronte della crescita, l’Istat ha confermato per il secondo trimestre del 2026 un aumento del Pil dello 0,2%, lasciando la variazione acquisita allo 0,8%. Numeri che alimentano il dibattito sulla tenuta dell’economia italiana, mentre il governo rivendica i risultati ottenuti sul fronte occupazionale. La ministra del Lavoro Elvira Calderone ha sottolineato che dall’inizio del mandato sono stati creati oltre un milione di posti di lavoro, con la disoccupazione ai minimi storici e sotto la europea.

Donne e giovani ancora indietro

Le organizzazioni sindacali, però, evidenziano criticità profonde. A luglio il di occupazione femminile si è fermato al 54%, con un divario di 17,3 punti rispetto a quello maschile. La è invece tornata al 19%. Christian Ferrari della Cgil ha richiamato l’attenzione sull’arretramento dei salari reali e ha chiesto il rinnovo sollecito dei contratti e la sterilizzazione del drenaggio fiscale. Ivana Veronese della Uil ha incrociato i dati sull’occupazione con quelli relativi ai redditi, sottolineando le difficoltà che continuano a gravare sui lavoratori.

L’opposizione attacca il governo

Sul piano politico, il caro-vita e le scelte economiche del governo diventano terreno di scontro. Elly Schlein, segretaria del , ha dichiarato: «Con il costo dell’energia più alto d’Europa il governo pensa a rendere più incostituzionale la legge elettorale con il ballottaggio». Nicola Fratoianni, esponente di Avs, ha puntato invece sull’aumento dei prezzi alimentari: «In 5 anni i prezzi del cibo nel nostro paese sono aumentati del 29,5% – ha detto – il governo ha ancora il coraggio di dire che non serve adeguare gli stipendi al costo della vita?». Angelo Bonelli, esponente di Avs, ha attribuito il caro-energia alle scelte del governo: «Meloni fa aumentare i costi dell’energia perché ha puntato solo sul gas e non sulle rinnovabili». Mario Turco del M5S ha infine criticato le priorità di spesa: «Aumenteranno di oltre 30 miliardi la spesa militare, mentre mancano risorse per , scuola, giovani, salari». Così, mentre la maggioranza prepara la vetrina dei dati demografici, il confronto politico torna sui problemi quotidiani di chi deve fare i conti con prezzi più alti e una crescita che procede a piccoli passi.

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