lunedì 27 Luglio 2026

Vendemmia anticipata, Coldiretti: Il caldo cambia raccolta uva in Italia, ormai è tendenza

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Il grande caldo in Italia sta facendo spostare il calendario della vendemmia sempre più indietro e si parla già di “tendenza” per una raccolta delle uve precoce. “Quest’anno si andranno a raccogliere le prime uve con un anticipo medio di 10 giorni anche se con differenze fra e territori. Ma il dato sicuramente più significativo è che non siamo più davanti a un episodio eccezionale, ormai è diventata quasi una tendenza perché si ripete sempre più spesso”. E’ quanto afferma Francesco Ferreri, responsabile della Consulta vitivinicola nazionale di Coldiretti e responsabile di Coldiretti , intervistato dall’Adnkronos in vista dell’avvio domani della vendemmia nell’Oltrepò pavese, come ha annunciato la stessa Coldiretti. “Dal punto di vista qualitativo non ho – aggiunge – anche perché le premesse sono state incoraggianti, il caldo ha favorito una buona maturazione e una buona concentrazione zuccherina”. 

Quanto alla ‘geografia’ della vendemmia in Italia Ferreri ritiene che “dopo la Lombardia con il Pinot nero e altre varietà destinate alla spumantizzazione, la Sicilia sarà pronta alla raccolta di uve base spumanti e varietà un po’ più precoci come Chardonnay, Pinot nero, Viognièr. Ovviamente le in questo momento – precisa –si fanno giorno per giorno in vigna perché si deve vedere il livello di maturazione per capire qual è il momento più corretto per raccogliere l’uva”. A seguire poi “avremo sicuramente Puglia e con i bianchi precoci – stima Ferreri – immagino che tra poche settimane inizierà anche la raccolta in Italia, abbiamo informazioni riguardo la Toscana con il Sangiovese che potrebbe essere raccolto tra la metà e la fine di agosto che è un fatto abbastanza inconsueto per un grande vitigno rosso. Questo dimostra come il calendario della vendemia ovviamente stia cambiando in tutta Italia”. 

Rispetto a una possibile diminuzione delle rese Ferreri non si sbilancia: “E’ un dato veramente complicato da riuscire a dare, si dovrà vedere nelle prossime settimane. Sicuramente -spiega – le piante che hanno avuto uno stress idrico prolungato potrebbero avere rese inferiori, però l’equilibrio cambia di settimana in settimana. Le grandi escursioni termiche fra il giorno la notte rimangono elevate e questo ci fa pensare che sarà un’annata molto positiva. Sicuramente l’aspetto positivo è che quest’anno ‘è stata meno pressione rispetto alle fitopatie che hanno accompagnato la produzione negli ultimi anni, come la peronospora”.  

La vendemmia notturna sembra prendere sempre più piede a fronte di condizioni climatiche così difficili dovute alle temperature elevate. “Non solo vendemmia notturna, qualche produttore si è spostato nelle primissime ore del mattino, alle 4 del mattino, quando le temperature sono un po’ più fresche e il frutto risulta più stabilizzato. Questo spostamento di orario deriva dal tentativo di preservare il profilo aromatico e una maggiore sostenibilità in azienda perché si deve far raffreddare di meno il mosto per arrivare a farlo fermentare, oltre al fatto che, comunque, c’è anche un di tutela verso i lavoratori che le temperature in alcuni casi sono veramente veramente alte”. (di Cristina Armeni) 

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