martedì 28 Luglio 2026

Fusione Paramount-Warner Bros. Discovery, il tribunale frena

Di La Sintesi Online
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() – Nuovo ostacolo per la maxi fusione da 110 miliardi di tra Paramount e Warner Bros. Discovery. Un tribunale federale degli Stati Uniti ha disposto un blocco temporaneo dell’, accogliendo parzialmente la richiesta presentata da dodici procuratori generali statali che puntano a impedirne il completamento. 

La giudice distrettuale Araceli Martínez-Olguín ha stabilito che, sulla base della quota di mercato che nascerebbe dalla fusione, esistono motivi sufficienti per presumere una possibile delle leggi antitrust. Nella decisione viene inoltre evidenziato il rischio di un “danno irreparabile” qualora l’operazione venisse finalizzata prima della conclusione del procedimento giudiziario. 

La causa era stata avviata la scorsa settimana dagli Stati di California, Arizona, Colorado, Connecticut, Massachusetts, Minnesota, Nevada, , New Mexico, , Oregon e . Secondo le autorità, la nascita di un nuovo colosso dell’intrattenimento ridurrebbe la concorrenza nel settore e consentirebbe alle due società di avviare rapidamente iniziative difficili da annullare, come licenziamenti, riorganizzazioni interne e condivisione di informazioni sensibili. 

Il provvedimento emesso dal tribunale prevede un ordine restrittivo della durata di 14 giorni. Nel frattempo è stata fissata per il 3 agosto l’udienza che dovrà stabilire se concedere un’ingiunzione preliminare capace di prolungare il blocco dell’operazione. 

La vicenda assume particolare rilevanza anche dal punto di vista economico. L’accordo tra Paramount e Warner Bros. Discovery prevede infatti che, se la fusione non verrà completata entro il 30 settembre, Paramount dovrà corrispondere agli investitori di Warner Bros. Discovery una penale destinata ad aumentare con il passare del . Una clausola inserita durante la trattativa che aveva permesso a Warner Bros. Discovery di prevalere sull’offerta da 83 miliardi di dollari presentata da Netflix. 

Il procuratore generale della California, Rob Bonta, ha ribadito che gli eventuali costi derivanti dai ritardi sono una conseguenza delle accettate volontariamente dalle due aziende al momento della firma dell’accordo. Bonta ha inoltre minimizzato le ipotesi di un trasferimento di Paramount fuori dalla California e ha affermato che un eventuale spin-off di CNN non sarebbe sufficiente a risolvere le contestazioni mosse dagli Stati. 

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