mercoledì 16 Settembre 2026
Una donna islamica con il velo. ANSA /AKHTAR SOOMRO/JI

«No alla propaganda e al burqa nelle scuole». Approvata la risoluzione della Lega

La Commissione Cultura della Camera ha approvato una risoluzione sulla «neutralità delle istituzioni scolastiche»: il governo mira a rafforzare le iniziative contro la «propaganda» e propone una stretta sugli indumenti che impediscono il riconoscimento della persona

Di Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

La Commissione Cultura della ha approvato una della Lega sulla «neutralità delle istituzioni scolastiche». Il testo, firmato dalle deputate Giovanna Miele e Latini, impegna il governo a rafforzare le iniziative contro ogni forma di propaganda politica, ideologica o religiosa nelle scuole e richiama il rispetto delle di , anche sugli indumenti che, come il burqa, impediscono il riconoscimento della persona.

La risoluzione della Lega

L’obiettivo dichiarato della risoluzione è promuovere, «nel rispetto dell’ scolastica, della libertà di insegnamento e del ruolo educativo della famiglia», iniziative formative coerenti con le finalità educative della scuola, rafforzando negli studenti «lo sviluppo del pensiero critico, dell’autonomia di , della capacità di e del rispetto dei principi costituzionali».
Il testo insiste anche sul confronto tra posizioni diverse, sul rigore metodologico, sulla qualificazione dei soggetti esterni coinvolti e su un maggiore coinvolgimento delle famiglie attraverso il consenso informato.

Miele: «No all’indottrinamento»

«La scuola non può diventare terreno di propaganda politica o di indottrinamento ideologico. Deve rimanere il luogo in cui si formano cittadini liberi, capaci di sviluppare un pensiero critico e autonomo», ha dichiarato la deputata della Lega Giovanna Miele. Per Miele, il governo dovrà rafforzare le azioni necessarie perché negli istituti non trovino spazio iniziative finalizzate a condizionare gli studenti: «La scuola deve educare al confronto, al pluralismo e al rispetto delle istituzioni, non al condizionamento delle coscienze».

Il nodo del burqa

La risoluzione affronta anche il tema dell’accesso agli istituti e degli indumenti che coprono integralmente il volto. «Sul burqa e su ogni indumento che impedisce il riconoscimento della persona non possono esserci ambiguità: il rispetto delle norme vigenti e delle esigenze di sicurezza vengono prima di tutto», dice Miele. Per la deputata, la scuola è «una comunità fondata sulla trasparenza, sul rispetto reciproco e delle regole ». Per questo, aggiunge, «vogliamo difendere la libertà educativa, il ruolo delle famiglie e il degli studenti a ricevere una formazione libera da ogni forma di propaganda».

Frassinetti: «Contrasto alla marginalità»

Sulla risoluzione interviene anche la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti, secondo cui la scuola deve essere «il luogo della libertà, non dell’indottrinamento». Il provvedimento, spiega, punta anche a contrastare fenomeni che limitano il diritto all’istruzione, in particolare l’abbandono scolastico, «soprattutto delle bambine», e a monitorare situazioni di vulnerabilità.
Nel quadro indicato dalla sottosegretaria rientra anche il richiamo alle norme sugli indumenti che impediscono l’identificazione, come il burqa: regole, dice, «finalizzate alla sicurezza dell’intera comunità scolastica».

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata