La Commissione Cultura della Camera ha approvato una risoluzione della Lega sulla «neutralità delle istituzioni scolastiche». Il testo, firmato dalle deputate Giovanna Miele e Giorgia Latini, impegna il governo a rafforzare le iniziative contro ogni forma di propaganda politica, ideologica o religiosa nelle scuole e richiama il rispetto delle norme di sicurezza, anche sugli indumenti che, come il burqa, impediscono il riconoscimento della persona.
La risoluzione della Lega
L’obiettivo dichiarato della risoluzione è promuovere, «nel rispetto dell’autonomia scolastica, della libertà di insegnamento e del ruolo educativo della famiglia», iniziative formative coerenti con le finalità educative della scuola, rafforzando negli studenti «lo sviluppo del pensiero critico, dell’autonomia di giudizio, della capacità di dialogo e del rispetto dei principi costituzionali».
Il testo insiste anche sul confronto tra posizioni diverse, sul rigore metodologico, sulla qualificazione dei soggetti esterni coinvolti e su un maggiore coinvolgimento delle famiglie attraverso il consenso informato.
Miele: «No all’indottrinamento»
«La scuola non può diventare terreno di propaganda politica o di indottrinamento ideologico. Deve rimanere il luogo in cui si formano cittadini liberi, capaci di sviluppare un pensiero critico e autonomo», ha dichiarato la deputata della Lega Giovanna Miele. Per Miele, il governo dovrà rafforzare le azioni necessarie perché negli istituti non trovino spazio iniziative finalizzate a condizionare gli studenti: «La scuola deve educare al confronto, al pluralismo e al rispetto delle istituzioni, non al condizionamento delle coscienze».
Il nodo del burqa
La risoluzione affronta anche il tema dell’accesso agli istituti e degli indumenti che coprono integralmente il volto. «Sul burqa e su ogni indumento che impedisce il riconoscimento della persona non possono esserci ambiguità: il rispetto delle norme vigenti e delle esigenze di sicurezza vengono prima di tutto», dice Miele. Per la deputata, la scuola è «una comunità fondata sulla trasparenza, sul rispetto reciproco e delle regole comuni». Per questo, aggiunge, «vogliamo difendere la libertà educativa, il ruolo delle famiglie e il diritto degli studenti a ricevere una formazione libera da ogni forma di propaganda».
Frassinetti: «Contrasto alla marginalità»
Sulla risoluzione interviene anche la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti, secondo cui la scuola deve essere «il luogo della libertà, non dell’indottrinamento». Il provvedimento, spiega, punta anche a contrastare fenomeni che limitano il diritto all’istruzione, in particolare l’abbandono scolastico, «soprattutto delle bambine», e a monitorare situazioni di vulnerabilità.
Nel quadro indicato dalla sottosegretaria rientra anche il richiamo alle norme sugli indumenti che impediscono l’identificazione, come il burqa: regole, dice, «finalizzate alla sicurezza dell’intera comunità scolastica».
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