mercoledì 29 Luglio 2026

Petrolio russo in Europa: la Georgia aggira le sanzioni Ue

Di La Sintesi Online
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() – I porti di Kulevi e Batumi, sulla costa georgiana del Mar Nero, hanno sfruttato le lacune normative delle sanzioni occidentali contro Mosca per esportare in Europa carburanti raffinati contenenti petrolio russo. Lo riporta uno studio del Centro per la Ricerca sull’Energia e l’Aria Pulita (Crea), pubblicato oggi. 

Secondo il think tank finlandese, tra febbraio 2023 e febbraio 2026, nei tre anni successivi al Ue di importazione di prodotti petroliferi russi, questi due porti hanno esportato nell’Unione e nel Regno Unito carburanti raffinati per un valore di 1,2 di euro, sospettati di contenere petrolio russo. 

Il centro di ricerca denuncia le lacune nelle sanzioni Ue volte a proibire l’importazione di prodotti petroliferi derivati dal russo, sostenendo che finora si è trascurato il problema dei prodotti russi che arrivano in Paesi come la Georgia, non aderenti alle sanzioni, dove vengono lavorati o riesportati nell’Ue e in altri Paesi che sanzionano la .
 

 

Secondo il rapporto del Crea, che analizza dati governativi e della società di analisi energetica Kpler, il di Kulevi ha spedito 1,46 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi, per un valore di 811 milioni di euro, verso l’Ue e gli Stati Uniti da questa raffineria, operativa dall’

Il rapporto ha esaminato anche il caso del porto di Batumi, dove, tra febbraio 2023 e febbraio 2026, il 79% delle importazioni di via proveniva dalla Russia. Nello stesso periodo, le esportazioni di gasolio da questo porto verso l’Ue e il Regno Unito sono ammontate a 508mila tonnellate, per un valore di 339 milioni di euro. 

Secondo il centro di ricerca, il principale Paese di destinazione di questo gasolio in transito attraverso Batumi è stato il Regno Unito (44% delle importazioni dei Paesi che impongono sanzioni), seguito da Paesi Bassi (20%), Danimarca (19%), Svezia (8%), Belgio (5%) e Italia (2%). 

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