L’intensa fase di caldo che da settimane condiziona il tempo italiano sembra finalmente avvicinarsi alla conclusione. Dopo una lunga parentesi caratterizzata da temperature molto elevate, afa persistente e notti tropicali, una perturbazione proveniente dall’Atlantico sta iniziando a modificare l’assetto atmosferico sulla Penisola. Il cambiamento partirà soprattutto dal Nord e, nei prossimi giorni, potrebbe estendersi gradualmente anche alle regioni centrali e meridionali.
La situazione, tuttavia, non cambierà ovunque nello stesso momento. Il caldo resterà ancora intenso in diverse aree del Paese, tanto che nella giornata odierna risultano ancora 18 le città contraddistinte dal bollino rosso. Domani, invece, il numero scenderà a sette: Bari, Bologna, Cagliari, Genova, Messina, Palermo e Reggio Calabria. Il quadro mostra quindi una progressiva attenuazione dell’emergenza legata alle temperature elevate, anche se il Sud e le Isole dovranno ancora fare i conti con condizioni estive particolarmente pesanti.
Ferragosto, soltanto due città ancora in rosso
Il cambiamento appare ancora più evidente guardando alle previsioni per Ferragosto. Secondo il bollettino del Ministero della Salute, che monitora 27 centri italiani attraverso il sistema di sorveglianza delle ondate di calore, soltanto Bari e Bolzano manterranno il bollino rosso il 15 agosto. Quasi tutto il resto del territorio nazionale entrerà invece nella fascia gialla, mentre quattro città raggiungeranno il livello verde, corrispondente all’assenza di particolari rischi legati al caldo.
Le città con bollino verde saranno Napoli, Pescara, Trieste e Venezia. Il dato rappresenta un cambiamento significativo rispetto ai giorni precedenti e conferma la progressiva perdita di forza dell’anticiclone africano che ha dominato il quadro meteorologico per un periodo particolarmente lungo. Il sistema di monitoraggio del Ministero della Salute utilizza diversi livelli di allerta proprio per segnalare alla popolazione il possibile impatto delle condizioni climatiche sulla salute. :contentReference[oaicite:0]{index=0}
Temporali violenti tra Toscana e Lazio
Nel frattempo, il passaggio della perturbazione ha già prodotto fenomeni intensi in alcune zone del Centro Italia. La Toscana ha registrato temporali particolarmente forti, con numerosi interventi dei vigili del fuoco nella zona di Firenze e in altre aree della regione. Fenomeni importanti hanno interessato anche il Grossetano e la bassa Tuscia viterbese, dove la situazione meteorologica ha assunto caratteristiche decisamente più movimentate rispetto ai giorni precedenti.
A Celleno una violenta grandinata ha provocato danni alle colture, mentre a Calcata una tromba d’aria ha aggiunto ulteriore preoccupazione. Nel pomeriggio, inoltre, i temporali hanno raggiunto l’area dei Castelli Romani, alle porte di Roma. Le precipitazioni hanno provocato la caduta di rami e alberi e hanno fatto aumentare le richieste di intervento per controllare cornicioni e tegole che potevano risultare pericolanti.
Il passaggio dall’aria molto calda a masse d’aria più fredde può quindi produrre fenomeni atmosferici localmente molto intensi. Il contrasto tra le diverse masse d’aria aumenta infatti l’instabilità e può favorire temporali accompagnati da fulmini, forti raffiche di vento e grandinate.
La saccatura atlantica può cambiare lo scenario
La futura evoluzione dipenderà soprattutto dalla traiettoria e dalla forza della saccatura collegata alla perturbazione atlantica. Il meteorologo Matteo Rossi, previsore del Consorzio Lamma tra Regione Toscana e Cnr, ha spiegato all’ANSA che “dipenderà dalla forza di questa saccatura: se si espanderà prepotentemente, allora avremo la possibilità di temporali intensi sulle regioni tirreniche, il Nord-Ovest ed il Piemonte”.
Il contrasto termico rappresenterà uno degli elementi decisivi per l’evoluzione del tempo. L’aria fredda trasportata in quota dalla perturbazione incontrerà infatti quella ancora molto calda presente negli strati inferiori dell’atmosfera. Le temperature elevate del mare potranno contribuire ulteriormente alla formazione di sistemi temporaleschi, aumentando il rischio di fenomeni intensi, fulmini e grandinate.
Matteo Rossi ha però indicato anche uno scenario alternativo. Se la depressione dovesse rimanere più a Ovest, isolandosi sul Mediterraneo occidentale, l’impatto sull’Italia potrebbe risultare più limitato. In questo caso, secondo il previsore, il maltempo interesserebbe soprattutto la Sardegna e tornerebbe a concentrarsi sulle coste tirreniche.
Piogge in arrivo al Nord, Centro-Sud ancora in attesa
La previsione resta complessa proprio perché la posizione definitiva della perturbazione determinerà quali regioni riceveranno le precipitazioni più abbondanti. I primi temporali hanno già raggiunto Toscana e Lazio, ma il quadro potrebbe cambiare rapidamente nei prossimi giorni. Al Nord le piogge potrebbero diventare più insistenti già da domenica, mentre per il Centro-Sud bisognerà attendere maggiormente, con un possibile peggioramento a partire da martedì.
Il passaggio della perturbazione non significa quindi che l’estate finirà improvvisamente. Al contrario, il quadro resterà molto dinamico e potrebbe alternare momenti soleggiati, rovesci improvvisi e temporali anche intensi. Le differenze tra una zona e l’altra potrebbero risultare marcate, soprattutto durante le ore pomeridiane, quando il contrasto tra il caldo accumulato al suolo e l’aria più fresca in quota favorirà lo sviluppo dei fenomeni.
Caldo e siccità continuano a favorire gli incendi
Il cambiamento meteorologico arriva inoltre dopo settimane nelle quali caldo intenso e siccità hanno aumentato la vulnerabilità dei territori agli incendi. Tra le situazioni più delicate figura quella del Piemonte, dove un rogo sul Monte Barone continua a interessare l’area da nove giorni. Le fiamme hanno già distrutto circa mille ettari di bosco e il fronte dell’incendio si sta avvicinando anche alla zona dei rifugi.
La presenza di terreni secchi e vegetazione fortemente stressata dalla mancanza di precipitazioni rappresenta infatti un elemento di grande criticità. L’arrivo della pioggia potrebbe offrire un primo sollievo, ma i temporali estivi non garantiscono automaticamente un miglioramento uniforme delle condizioni del territorio. In alcune circostanze, infatti, forti raffiche di vento e fulmini possono creare ulteriori problemi proprio nelle aree già colpite dalla siccità.
Una settimana tra piogge, rovesci e temperature più basse
La prossima settimana dovrebbe quindi assumere caratteristiche decisamente più variabili, con piogge e rovesci che potrebbero accompagnare l’Italia almeno fino a venerdì. Il caldo non scomparirà completamente, soprattutto nelle regioni meridionali, ma l’intensità della fase africana dovrebbe diminuire rispetto ai giorni precedenti.
Per un miglioramento più deciso bisognerà invece attendere il fine settimana compreso tra il 22 e il 24 agosto. Secondo l’evoluzione indicata dagli esperti, il Sud Italia potrebbe vivere una fase caratterizzata da temperature massime più contenute, intorno ai 30-32 gradi. Dopo settimane di valori eccezionalmente elevati, si tratterebbe comunque di un cambiamento importante, con condizioni climatiche più gestibili rispetto alla lunga fase di caldo estremo appena attraversata.
L’Italia si prepara dunque a una svolta meteorologica significativa: l’anticiclone africano perde progressivamente terreno, mentre l’Atlantico porta aria più fresca e instabilità. Nei prossimi giorni sarà fondamentale seguire l’evoluzione della perturbazione, perché il suo spostamento determinerà la distribuzione delle piogge e soprattutto l’intensità dei temporali. Dopo un periodo dominato dal caldo, il rischio principale potrebbe quindi passare dalle temperature estreme ai fenomeni temporaleschi improvvisi e localmente violenti.
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