venerdì 21 Agosto 2026
Salvini

Salvini, nel Carroccio cresce la richiesta di svolta prima di Pontida

Massimiliano Romeo e Attilio Fontana chiedono un cambiamento nella gestione del partito e indicano Pontida, in programma il 20 settembre, come il momento entro cui trovare una soluzione alla crisi interna

Di Redazione
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La Lega arriva all’appuntamento di Pontida attraversando una delle fasi più delicate degli ultimi anni. Il confronto sulla leadership di Matteo non rappresenta più soltanto un malessere circoscritto ad alcuni dirigenti lombardi, ma coinvolge una parte significativa del gruppo dirigente del Nord e apre una discussione sul futuro politico del Carroccio. Negli ultimi giorni Massimiliano Romeo e il presidente della Lombardia hanno alzato ulteriormente il livello del confronto, chiedendo una soluzione prima del raduno del 20 settembre. La loro posizione non punta formalmente alla sostituzione immediata di Salvini, ma propone una modifica profonda dell’assetto della Lega, con una maggiore condivisione della guida e un ritorno al peso politico dei territori.

Romeo: «La Lega così non va»

Il segnale più netto è arrivato da Massimiliano Romeo, della Lega al e segretario della Lega lombarda. Il senatore ha descritto senza ambiguità il momento attraversato dal partito e ha sostenuto la necessità di intervenire prima di Pontida. «La Lega così non va, noi abbiamo fatto questa fotografia e Salvini ne ha preso atto. Penso che prima di Pontida ci deve essere l’occasione per trovare una soluzione insieme», ha dichiarato Romeo il 20 agosto.

Le parole di Romeo acquistano un peso particolare perché arrivano dopo settimane nelle quali diversi esponenti del Nord hanno espresso critiche sulla direzione politica della Lega. Nel suo , Fare la Lega, agenda per il rinnovamento, Romeo sostiene inoltre che una parte della base chieda un cambio di passo. Il tema del rinnovamento, quindi, non resta confinato alla discussione personale sulla permanenza di Salvini alla guida del partito, ma riguarda anche identità, organizzazione e collocazione politica della Lega.

chiede una squadra più larga

Anche Attilio Fontana ha ribadito la necessità di modificare l’attuale modello di gestione. Il presidente della Lombardia ha spiegato che con Salvini il confronto continua e che il suo obiettivo consiste nel trovare una soluzione capace di ricomporre le diverse anime del partito. Fontana e Romeo hanno parlato della necessità di una squadra ristretta, nella quale possano trovare spazio figure rappresentative del Nord.

Tra i nomi indicati emerge quello di Luca Zaia, presidente del Veneto, che negli ultimi giorni ha assunto un ruolo centrale nel dibattito sul futuro della Lega. Romeo ha inoltre richiamato la possibile presenza di Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia, mentre Fontana ha indicato anche l’ipotesi di coinvolgere un sindaco. L’idea punta quindi a superare il modello dell’uomo solo al comando senza trasformare il partito in un’organizzazione priva di una guida riconoscibile.

Il Nord chiede di tornare al centro della Lega

Dietro la discussione sulla leadership emerge una questione ancora più ampia: l’identità politica della Lega. Fontana sostiene che il partito debba recuperare il rapporto con i territori e con le istanze amministrative del Nord. «Dobbiamo tornare alle nostre origini. Siamo il movimento dei territori, quello più vicino alle istanze dei cittadini», ha affermato il governatore lombardo, collegando il problema dell’organizzazione interna alla necessità di rilanciare il politico originario del Carroccio.

Romeo ha espresso una posizione simile, criticando quello che considera uno spostamento eccessivo della Lega verso una già occupata da altri protagonisti. Nel ragionamento del segretario lombardo entrano anche Giorgia Meloni e Roberto Vannacci, due figure che occupano spazi importanti nell’area politica di destra. La domanda che attraversa il dibattito interno riguarda dunque la possibilità per la Lega di conservare una propria identità riconoscibile senza trasformarsi in una forza indistinguibile dagli altri partiti del centrodestra.

Pontida diventa il momento decisivo

Il raduno di Pontida, fissato per il 20 settembre, assume così un significato politico che va oltre la tradizionale manifestazione della Lega. Il fronte critico considera quella data un limite entro il quale il partito dovrebbe arrivare con un nuovo equilibrio interno. Salvini, dal canto suo, mantiene la posizione di e non ha annunciato un passo indietro. Il confronto resta quindi aperto e nelle prossime settimane potrebbe determinare il futuro assetto del Carroccio.

La tensione è cresciuta anche fuori dalle riunioni ufficiali. Il 20 agosto, durante l’incontro alla Versiliana con Fontana e Romeo, alcuni hanno contestato il dibattito con cartelli e fischietti, mostrando quanto il confronto sulla leadership abbia ormai raggiunto anche la base del partito. Nello stesso periodo, a Pontida, è comparso uno striscione con un messaggio particolarmente netto: «Lega rinnovata o una Pontida di rivolta». Il clima conferma quindi che la questione non riguarda soltanto i vertici, ma coinvolge anche il rapporto tra dirigenza e militanti.

Il nodo centrale resta quello della leadership di Matteo Salvini. Le posizioni espresse da Romeo e Fontana non coincidono con una richiesta formale e immediata di sostituzione del segretario, ma chiedono un cambiamento sostanziale nella gestione del partito. La proposta di affiancare a Salvini una squadra composta da esponenti come Zaia, Fedriga e rappresentanti dei territori indica una strada diversa rispetto all’attuale modello.

Il confronto potrebbe quindi arrivare a Pontida con una Lega chiamata a scegliere quale direzione seguire. Da una parte c’è la continuità della leadership di Salvini; dall’altra cresce la richiesta di un’organizzazione più collegiale e maggiormente legata ai governatori e agli amministratori del Nord. La vera partita di Pontida non riguarda soltanto il prossimo raduno del Carroccio, ma l’identità e la leadership della Lega nella fase politica che porterà alle prossime sfide elettorali.

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