Stati Uniti e Iran sono tornati a colpirsi direttamente dopo settimane di sostanziale pausa militare. Domenica Washington ha attaccato con droni due lanciarazzi iraniani sull’isola di Larak, nello Stretto di Hormuz. Secondo il Comando centrale americano (Centcom), i sistemi appartenevano ai Guardiani della rivoluzione ed erano in fase di preparazione per disperdere mine nelle acque dello stretto. Il portavoce del Centcom, Tim Hawkins, ha spiegato che le forze iraniane erano state osservate mentre si preparavano a lanciare razzi equipaggiati con mine. L’agenzia iraniana Tasnim parla di due morti e due feriti nell’attacco, ma il bilancio non è stato confermato da fonti indipendenti.
La risposta iraniana
Poche ore dopo il raid, Teheran ha lanciato alcuni missili verso la Giordania. Secondo una fonte citata dal New York Times, tutti i vettori sarebbero stati intercettati. Nel Paese sono presenti diverse migliaia di militari americani. La risposta si è poi estesa agli Emirati Arabi Uniti. Secondo Reuters, l’Iran ha annunciato un attacco con droni contro la base aerea di Al Minhad, sostenendo di aver colpito le aree dove sono dislocati militari ed elicotteri statunitensi. La televisione di Stato iraniana ha presentato l’operazione come una ritorsione per l’uccisione di membri dei Guardiani della rivoluzione e di civili a Larak.
Hormuz resta un punto critico
Il raid americano è il primo riconosciuto dal Pentagono contro obiettivi iraniani da circa un mese. L’ultima operazione rivendicata da Centcom risaliva al 29 luglio, quando erano stati colpiti decine di obiettivi in Iran. La nuova escalation arriva mentre resta altissima la tensione nello Stretto di Hormuz. Washington sta cercando di favorire la ripresa del traffico commerciale e la Marina americana accompagna le navi nella parte meridionale dello stretto. La navigazione rimane però rischiosa: nelle ultime due settimane due marittimi sono morti e un altro risulta disperso. Dall’inizio della guerra si contano almeno 71 attacchi contro navi e 19 marinai uccisi.
Trump minaccia Kharg
Nel pieno della nuova crisi, Donald Trump ha pubblicato su Truth Social un video generato con l’intelligenza artificiale che mostra l’isola iraniana di Kharg devastata dalle esplosioni. Il filmato non documenta un attacco reale. Trump ha più volte minacciato di impadronirsi dell’isola, strategica per le esportazioni petrolifere iraniane. Dopo settimane di riduzione delle operazioni militari e di maggiore attenzione alle sanzioni economiche, gli attacchi delle ultime ore segnano dunque una nuova fase del confronto e fanno nuovamente temere un’escalation su larga scala.
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