martedì 15 Settembre 2026

Venezia 83 anni, Premio Mimmo Rotella ad Andrea Pallaoro per ‘The Echo Chamber’

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Il Premio Fondazione Mimmo Rotella 2026 è stato assegnato a regista Andrea Pallaoro per il film “The Echo Chamber”, in concorso alla Mostra del di Venezia. La cerimonia di premiazione si è svolta nella serata di venerdì 4 settembre alla Collezione Peggy Guggenheim sul Canal Grande a Venezia. Giunto alla venticinquesima edizione, il Premio ha rinnovato il tra cinema e arti visive che ne ha segnato l’identità fin dalla nascita e che affonda le proprie radici nel profondo dell’artista Mimmo Rotella con l’immaginario cinematografico. Secondo la giuria del Premio, stato conferito “The Echo Chamber” è “un’opera capace di trasformare il linguaggio cinematografico in esperienza visiva, materia espressiva e autentica ricerca artistica”. Pallaoro, accettando il riconoscimento, si è detto “onorato” di esser associato al nome di Rotella, sottolineando “la visionarietà” del tragitto dell’artista nella sua proposta di avanguardia. 

Nel cinema di Pallaoro, spiegano le motivazioni del Premio, “l’immagine non è semplicemente strumento del racconto, ma diventa essa stessa racconto: spazio, composizione, silenzio, corpo e luce concorrono alla costruzione di un universo nel quale il cinema incontra naturalmente le arti visive. È proprio in questa contaminazione tra linguaggi che si riconosce una profonda affinità con l’ di Mimmo Rotella, artista che ha attraversato e reinterpretato l’immaginario del Novecento, trovando nel cinema, nei suoi volti, nei manifesti e nelle sue icone una materia inesauribile da scomporre e ricreare. Come Rotella attraverso il décollage strappava la superficie dell’immagine per rivelarne nuovi significati, così Pallaoro utilizza il linguaggio cinematografico per andare oltre l’apparenza, interrogando ciò che si nasconde dietro i volti, i , gli spazi e le relazioni umane”.  

In “The Echo Chamber”, e cinema diventano così territori comunicanti: l’inquadratura assume la forza di una composizione pittorica, il cinematografico diventa materia e la ricerca estetica si fa strumento di indagine dell’essere umano. Il Premio Fondazione Mimmo Rotella, continuano le motivazioni, “riconosce quindi ad Andrea Pallaoro la capacità di concepire il cinema non soltanto come narrazione, ma come gesto artistico, facendo dell’immagine un luogo di ricerca, di inquietudine e di bellezza: per un cinema che guarda all’arte e per un’arte che continua a vivere attraverso il cinema”.  

 

Nato nel 2001 da un’idea dello stesso Mimmo Rotella, con la collaborazione di Paolo De Grandis e Pierre Restany, il Premio celebra ogni anno personalità capaci di interpretare in modo originale il rapporto tra cinema e arti visive. Affidato dal 2014 alla direzione artistica di Gianvito Casadonte, nel corso della sua storia ha riunito a Venezia alcuni dei grandi protagonisti della scena cinematografica e artistica internazionale, tra cui Hayao Miyazaki, Jude Law, Ai Weiwei, Michael Caine, George Clooney, Julian Schnabel, Willem Dafoe, Sutherland e Mick Jagger.  

Numerosi anche i protagonisti del cinema italiano insigniti del riconoscimento, tra cui Paolo Sorrentino, Ascanio Celestini, Toni Servillo, Mario Martone, Marco Bellocchio, Fabio Grassadonia, Antonio , Elio Germano e Antonia Truppo. Nel 2025 il Premio era tornato a Paolo Sorrentino per “La Grazia”, a nove anni dal riconoscimento ricevuto nel 2016 insieme a Jude Law per “The Young Pope”. (di Paolo Martini) 

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