sabato 31 Ottobre 2026

Bozhinov e il malore in campo durante Juve Stabia-Pisa, Bassetti attacca: “Con afa partite alle 15 rischio per salute”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Partite di calcio alle 15, con temperature torride, non sono una prova di carattere. Sono una che può trasformarsi in un rischio per la . Ma davvero dobbiamo aspettare che qualcuno si senta male per capire che così non si può giocare?”. A chiederlo è Matteo Bassetti, direttore dell’ policlinico San Martino di Genova, commentando il malore che si è verificato domenica durante Juve Stabia-Pisa, terza giornata di Serie B. “Al 40esimo del primo tempo – ricorda Bassetti in un su X – il difensore del Pisa Rosen Bozhinov è crollato a terra, privo di sensi. Sono state riferite anche convulsioni. È stato trasportato in ospedale per e, fortunatamente, è stato poi riferito come cosciente. Tra le ipotesi all’origine del malore, una possibile crisi di disidratazione. Non spetta a noi fare – puntualizza – Ma una domanda, invece, spetta a tutti: chi decide che è sicuro giocare a calcio in queste condizioni?”. 

 

 

Un calciatore “non è una macchina – avverte – È un essere umano sottoposto a uno sforzo fisico enorme, per 90 minuti, sotto il sole e con temperature elevate. E non ci sono soltanto i giocatori. Ci sono gli arbitri, i guardalinee, gli allenatori, i componenti degli staff e migliaia di persone sugli spalti, spesso esposte per ore a condizioni di . Allora basta con la retorica del ‘si è sempre giocato alle 15’. Il clima è cambiato. Le temperature sono cambiate. E devono cambiare anche le regole”, è il monito dello specialista. 

“I dello sport non possono limitarsi a intervenire quando qualcuno crolla. Devono avere voce in capitolo prima che inizi la partita. Se le condizioni climatiche rappresentano un pericolo, devono poter dire chiaramente: ‘Non si gioca’. E chi organizza i campionati deve assumersi la responsabilità delle proprie decisioni. Spostare una partita alle 18, alle 20 o alle 21 non rovina il calcio. Un malore grave, invece, potrebbe rovinarlo per sempre. La domanda non è se una partita possa essere giocata alle 15. La domanda è: quanto deve essere alto il rischio prima che qualcuno decida di fermarsi? Il calcio è uno . La salute non lo è. Prima vengono le persone. Poi il calendario. Poi gli interessi”, conclude. 

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salute/sanita

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