Un Paese spaccato esattamente a metà e un quadro politico che preannuncia una gestione complessa. Le consultazioni elettorali in Svezia si sono chiuse con un risultato sul filo di lana: la coalizione di centrosinistra ha conquistato la vittoria con soli tre seggi di vantaggio rispetto al centrodestra all’interno del Riksdag, il Parlamento nazionale. Lo scarto complessivo tra le due coalizioni si attesta su appena 28mila preferenze a scrutinio quasi ultimato. Un margine estremamente ridotto, che garantisce all’alleanza guidata dai Socialdemocratici un singolo seggio oltre la soglia della maggioranza assoluta. Di fronte a questo scenario, la leader socialdemocratica Magdalena Andersson ha dichiarato con fermezza che «la Svezia avrà un nuovo governo», aggiungendo davanti ai propri sostenitori: «Noi socialdemocratici saremo sempre pronti ad assumerci le nostre responsabilità».
La sfida per la formazione della coalizione
Il percorso verso la nascita del nuovo esecutivo si preannuncia tuttavia irto di ostacoli programmatici. I Socialdemocratici guidano l’alleanza con il 28,1%, seguiti dalla Sinistra all’8,3%, dal Partito del Centro al 7,1% e dai Verdi al 6,1%. La vera incognita risiede nella convivenza tra il Partito del Centro — schierato a livello europeo con i Liberali — e le forze della Sinistra, soggetti che hanno già manifestato reciproche perplessità. Ciononostante, il segretario socialdemocratico Tobias Baudin ha confermato l’avvio dei primi contatti tattici, dicendosi «assolutamente convinto» che un’intesa verrà raggiunta attraverso il dialogo. La notizia è stata accolta favorevolmente anche dai vertici del socialismo europeo; la leader dei Socialisti Ue Iratxe Garcia Perez ha infatti commentato: «Un forte segnale che le persone vogliono una politica fondata sulla solidarietà, l’uguaglianza e uno stato sociale forte. Una Svezia progressista è una buona notizia per tutta l’Europa. È tempo di tornare a essere leader».
La tenuta del centrodestra e la frenata dell’ultradestra
Sul fronte opposto, il premier uscente Ulf Kristersson non intende concedere ufficialmente la vittoria agli avversari prima del completamento dello spoglio dei voti esteri e delle ultime sezioni della capitale. «La prendo con abbastanza serenità, poi farò qualche telefonata. Abbiamo un governo stabile, attualmente in carica, in grado di risolvere tutti i problemi che riscontiamo in questo momento», ha precisato Kristersson. Il suo partito, i Moderati, si conferma prima forza del blocco conservatore con il 19,9%. Delude invece la formazione di ultradestra dei Democratici Svedesi capitanata da Jimmie Åkesson, che si ferma al 17,5% perdendo terreno rispetto alle tornate precedenti. Pur ammettendo il calo, Åkesson ha dichiarato: «È chiaro che abbiamo perso qualche punto percentuale. Ritengo comunque che in questa campagna elettorale siamo stati noi i vincitori».
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