Il conflitto in Ucraina torna a sfiorare pericolosamente i confini dell’Unione Europea e della Nato. Nella notte tra sabato e domenica, la locomotiva di un treno in viaggio da Kiev verso Varsavia è stata centrata da droni russi nei pressi del valico di Yagodin, a solo un chilometro dall’ingresso in territorio polacco. Il presidente Volodymyr Zelensky ha parlato di un atto «deliberato», mentre il ministro della Difesa Andrii Sybiha si è rivolto direttamente agli alleati: «i barbari russi sono alle vostre porte», sollecitando risposte «decise e inflessibili» sul piano sanzionatorio senza cedere a «mezze decisioni». A rendere lo scenario ancora più drammatico è stata la presenza, su un convoglio adiacente, di una delegazione di alti funzionari europei di ritorno dalla conferenza ‘Yes’ a Kiev, tra cui l’ex premier britannico Boris Johnson, l’ex direttore della Cia David Petraeus e Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico di Giorgia Meloni.
La reazione di Parigi e le contromosse della Polonia
Sull’episodio è intervenuta con durezza Parigi. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha definito l’attacco «inaccettabile», sottolineando che il raid ha un «obiettivo molto chiaro: intimidire gli europei, scoraggiarli e soprattutto disunirli», proprio mentre Kiev ospitava un forum di sostegno economico con diplomatici e manager giunti da tutto il mondo. Intanto a Varsavia il premier Donald Tusk ha immediatamente convocato i vertici della Sicurezza nazionale: «L’escalation delle azioni da parte della Federazione Russa sta diventando un dato di fatto», ha avvertito Tusk, preannunciando mesi di offensive «molto intense» e sottolineando come non si possa «escludere che questa escalation colpisca anche il nostro territorio».
Pressioni americane e trattative internazionali
Mentre la Procura e i comandi militari valutano l’impatto dell’attacco, si muove il fronte diplomatico globale. Donald Trump ha criticato le scorrerie di Kiev contro i depositi energetici russi, invitando Zelensky a «smettere di colpire» le raffinerie in Russia poiché l’offensiva sta «danneggiando il mondo» sul fronte del gasolio. Mosca, accusando a sua volta Kiev di «cercare l’incidente nucleare» a Zaporizhzhia, ha confermato tramite il portavoce Dmitry Peskov di non escludere colloqui trilaterali a ottobre con USA e Ucraina, forti delle mediazioni offerte da India e Cina a margine del vertice BRICS e della disponibilità di Turchia ed Emirati a ospitare i tavoli.
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