lunedì 14 Settembre 2026

Teheran sfida la Casa Bianca: «L’Iran non si arrenderà». E a Hormuz la diplomazia va a fuoco

Il presidente Pezeshkian respinge gli ultimatum di Trump dopo l'attacco a un mercantile iraniano. Saltano i colloqui di pace in Oman mentre gli Houthi sbarrano le rotte petrolifere dell'Arabia Saudita

Di Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

«La nostra gente non può essere intimidita fino alla sottomissione, l’Iran non si arrenderà». Con queste il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha riassunto la linea d’acciaio adottata da di fronte all’inasprirsi delle ostilità con gli Stati Uniti e Israele. Una fermezza declinata sia sul campo di battaglia che nei complessi intrecci della diplomazia globale. Ieri un attacco contro un mercantile battezzato con bandiera iraniana nei pressi dello , al largo dell’ di Qeshm, ha provocato un morto e quattro feriti, riaccendendo la tensione nell’arteria energetica del pianeta. Il governatore locale punta il dito contro un «nemico terrorista», mentre Donald svicola sul coinvolgimento americano e dichiara: «non voglio dirlo».

Il congelamento della diplomazia in

L’episodio navale ha fatto svanire le speranze di una mediazione imminente. Le autorità dell’Oman hanno confermato il rinvio a data da destinarsi del vertice d’emergenza sulla sicurezza della navigazione, scaturito da una richiesta esplicita delle cancellerie arabe timorose di incrinare l’asse strategico con Washington. Nonostante lo stallo, Trump mostra sicurezza ed è convinto che la strategia della massima pressione stia funzionando: «L’Iran vuole disperatamente fare un , continuano a chiamare». Il tycoon ipotizza persino che il conflitto si concluderà «subito dopo le elezioni di metà mandato» e che i prezzi del carburante «crolleranno come un sasso».

Le critiche del Congresso e l’offensiva Houthi sul Mar Rosso

L’ottimismo della Casa Bianca si scontra con le critiche del Congresso statunitense. Il senatore democratico Chris Murphy evidenzia come l’eliminazione dei vertici iraniani abbia finito per «rafforzare le fazioni più a Teheran, desiderose di ulteriore guerra e dell’arma ». Intanto il fronte meridionale si surriscalda: gli Houthi hanno conquistato la città portuale di al-Makha (Mocha), consolidando il controllo sullo stretto di Bab al-Mandeb. Si tratta del passaggio chiave del Mar Rosso usato dall’Arabia Saudita per esportare greggio ed ovviare al blocco di Hormuz, mossa che ha scatenato la controffensiva delle forze yemenite e saudite tra raid aerei e lanci di droni.

Seguite La Sintesi sui nostri !

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata