mercoledì 16 Settembre 2026

Scontro totale tra la Rai e Ranucci: ricorso al giudice del Lavoro e contestazione disciplinare

Il conduttore di Report deposita un ricorso d'urgenza contro Viale Mazzini per denunciare il demansionamento e le pressioni politiche subite. Poche ore dopo la Tv di Stato risponde con un procedimento disciplinare basato sulla relazione del Comitato Etico, che rischia di portare fino al licenziamento

Di Redazione
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Lo scontro tra la Rai e raggiunge il punto di non ritorno ed entra nelle aule giudiziarie. I legali del giornalista hanno depositato un ricorso d’urgenza al tribunale del per chiedere la reintegrazione immediata alla conduzione di Report prima dell’avvio della nuova stagione, previsto per l’8 novembre. Nel mirino c’è il provvedimento con cui Ranucci è allontanato sulla base di generiche accuse di incompatibilità e opacità nei rapporti con Valter Lavitola. La difesa del conduttore parla di un vero e proprio demansionamento e di una discriminazione a sfondo politico, ricostruendo le dichiarazioni dei vertici di maggioranza – tra cui Matteo Salvini, Giovanbattista Fazzolari e – che avevano chiesto apertamente la sua testa.

La risposta di Viale Mazzini: scatta la contestazione disciplinare

La reazione dell’azienda di Stato non si è fatta attendere: poche ore dopo la notifica del ricorso, la Rai ha inviato a Ranucci una lettera di contestazione disciplinare che gli concede cinque giorni per rispondere. Secondo Viale Mazzini, l’atto muove dai rilievi sollevati dalla relazione del su presunte violazioni delle norme interne. Tra gli addebiti figurano l’invio a terzi di mail aziendali riservate, le pubbliche rivolte vertici Rai e ai nuovi conduttori del , oltre all’accesso non autorizzato in sede di soggetti esterni. Il procedimento, gestito dalla Direzione risorse umane, contempla sanzioni che vanno dal semplice richiamo alla sospensione, fino all’ipotesi estrema del licenziamento.

Le due verità su un caso che travalica i confini aziendali

Mentre la Tv di Stato sostiene che la rimozione dalla conduzione risponda a sole logiche editoriali e che la contestazione segua un binario indipendente dall’audit sulle inchieste, i legali di Ranucci alzano il tiro sulle garanzie democratiche. Per gli avvocati, la decisione di rimuovere il volto principale del del servizio pubblico senza prove concrete stabilisce un precedente pericoloso. La vicenda travalica così il del lavoro per trasformarsi in una battaglia di principio sui confini tra l’ingerenza del potere politico e l’indipendenza dell’informazione d’informazione in Italia.

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