giovedì 17 Settembre 2026

Bollo auto, la truffa dei rimborsi: «Meloni fa propaganda e affonda le Regioni»

L'azzeramento del tributo per il 2027 trova l'appoggio compatto dei governatori di centrodestra, ma scatena la dura protesta del centrosinistra. Il presidente della Toscana Eugenio Giani smaschera l'inganno delle compensazioni statali: per Firenze stimate perdite per 350 milioni a fronte di soli 100 di rimborsi, con il rischio di tagliare i servizi essenziali.

Di Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

L’annuncio del Consiglio dei ministri sull’abolizione del bollo auto e moto per i mezzi di piccola e media potenza incassa il plauso formale dei dodici presidenti di Regione di centrodestra. Attraverso una nota congiunta e le parole del della Conferenza delle Regioni , la maggioranza parla di una semplificazione burocratica che azzera i rischi di evasione e stabilizza i flussi garantiti dallo Stato. Di segno opposto la reazione dei governatori d’opposizione, che vedono nella misura un’incursione propagandistica a gamba tesa sulle competenze e sulle locali.

La voragine toscana: 350 milioni persi a fronte di 100 di compensazione

A guidare la carica contro il provvedimento è il presidente della Toscana, Eugenio Giani, che l’esecutivo di aver raggiunto un «livello sconsiderato di demagogia elettorale e malgoverno». Analizzando le cifre, Giani smentisce la narrazione di Palazzo Chigi sui rimborsi integrali: «Si afferma falsamente che si tratta di compensazioni, ma basta leggere il decreto. La Toscana viene privata di entrate per circa 350 milioni di euro, a fronte di un previsto per poco più di 100 milioni». Un buco netto da 250 milioni che costringerà l’ a scegliere tra la contrazione dei bilanci e il taglio drastico alle prestazioni.

Le falle del Meloni: a rischio per uno spot elettorale

La mossa di Giorgia Meloni nasconde infatti un’insidia sistemica: il centrale si intesta il merito politico di ridurre le tasse dei cittadini, ma lo fa cancellando per tributi che finanziano direttamente le Regioni, a partire dal Servizio sanitario e dai trasporti locali. Senza coperture statali reali e con calcoli che coprono soltanto un terzo del mancato gettito effettivo, il rischio è che il finto regalo fiscale si traduca in un boomerang per le famiglie, chiamate a pagare l’esenzione del bollo sotto forma di disservizi, attese negli ospedali e tagli alle infrastrutture territoriali.

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata