giovedì 5 Novembre 2026

Kojima Productions smentisce il rischio chiusura

Di La Sintesi Online
Condividi:

() – La notizia dell’abbandono di *Physint* da parte di Sony, con il conseguente passaggio del titolo a Xbox, ha alimentato negli scorsi giorni un’ondata di speculazioni sui reali motivi della separazione tra Hideo Kojima e la casa giapponese. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la decisione sarebbe stata determinata da una combinazione di fattori: ritardi nella produzione alle scadenze previste, preoccupazioni legate a budget e redditività del progetto, alla natura di esclusiva a tempo dell’accordo. 

Lo stesso Kojima è tornato sull’argomento in un’ concessa a IGN, la prima dopo l’uscita di PlayStation dal progetto. Il game designer ha collegato la vicenda al più ampio contesto di che sta attraversando l’industria videoludica, segnata negli da chiusure di studi e cancellazioni di titoli. Pur essendo consapevole di questa situazione generale, Kojima ha ammesso di aver ritenuto Physint al riparo da simili rischi, e di essere rimasto sorpreso dalla decisione di Sony. Lo sviluppatore ha inoltre spiegato di aver temuto, in caso di perdita del , di dover ridimensionare drasticamente il team dedicato al progetto, con il rischio concreto di un collasso finanziario dello studio per mancanza di liquidità. 

A fronte di queste dichiarazioni, e delle indiscrezioni circolate sulle vendite ritenute deludenti di Death Stranding e del suo sequel, Kojima Productions ha scelto di intervenire direttamente sui social per fare chiarezza sulla propria situazione. Lo studio ha definito la propria condizione economica “sana e profittevole”, nonostante la perdita dei finanziamenti garantiti in precedenza da Sony. Nella stessa nota, Kojima Productions ha inoltre tenuto a precisare che il rapporto con PlayStation “rimane solido”, lasciando intendere una collaborazione destinata a proseguire su altri fronti, pur in assenza del publishing diretto su Physint. 

—

webinfo@adnkronos.com ( Info)

Condividi:

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata