Nuovi sviluppi giudiziari nell’inchiesta sugli insulti rivolti sui social alla senatrice a vita Liliana Segre. Il giudice dell’udienza preliminare di Milano, Luigi Iannelli, ha accolto due richieste di patteggiamento presentate da altrettanti imputati: quattro mesi di reclusione per uno e una pena pecuniaria di mille euro per l’altro. Entrambi rispondono di diffamazione, mentre per il primo l’accusa comprende anche l’aggravante dell’odio razziale. Al centro del procedimento figurano numerosi messaggi offensivi pubblicati ripetutamente sulle piattaforme social contro la sopravvissuta alla Shoah.
Trentadue imputati, il processo si divide tra diversi tribunali
Il procedimento milanese comprende complessivamente 32 posizioni, ma il giudice ha disposto lo stralcio di circa metà dei fascicoli per ragioni di competenza territoriale. Gli atti raggiungeranno quindi diversi uffici giudiziari italiani, tra cui quelli di Roma, Napoli, Pordenone e Macerata. La decisione ridisegna il percorso processuale dell’inchiesta, che nasce dalle denunce presentate dalla senatrice contro gli autori delle campagne di insulti e delle espressioni discriminatorie diffuse online.
Le prossime udienze e le richieste di messa alla prova
Per altri due giovani imputati, che hanno chiesto di accedere alla messa alla prova, il giudice ha incaricato l’Ufficio di esecuzione penale esterna di predisporre i relativi programmi. Il 23 febbraio il tribunale valuterà le richieste, mentre il 9 febbraio inizierà il processo con rito abbreviato per altre undici persone. La messa alla prova consente, quando ricorrono i requisiti previsti dalla legge, di sospendere il procedimento e ottenere l’estinzione del reato dopo il completamento positivo del programma.
La prima condanna e il risarcimento destinato alla beneficenza
I nuovi patteggiamenti seguono una precedente sentenza del luglio 2026, quando un giudice milanese aveva inflitto quattro mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena, e un risarcimento di 1.500 euro a un altro autore degli insulti. Il legale della senatrice, Vincenzo Saponara, aveva annunciato la volontà di destinare quella somma alla beneficenza. L’inchiesta prosegue così su più fronti giudiziari, con al centro le responsabilità penali per gli attacchi diffamatori e discriminatori contro Liliana Segre.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()

