mercoledì 4 Novembre 2026
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Morto per morbillo un bimbo a New York: primo caso in 30 anni

La morte del piccolo riporta l'attenzione sulla recrudescenza del morbillo negli Stati Uniti, dove la diffusione del virus e il calo delle vaccinazioni alimentano la preoccupazione delle autorità sanitarie

Di Redazione
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Un bambino è morto dopo aver contratto il morbillo nella contea di Lewis, nell’area settentrionale dello di New York. La notizia, comunicata dalle autorità sanitarie il 2 novembre 2026, ha riportato al centro dell’attenzione una malattia infettiva che gli Stati Uniti avevano dichiarato eliminata nel 2000. Secondo quanto annunciato dalla governatrice , si tratta del primo decesso associato al morbillo nello Stato di New York negli ultimi trent’anni.

Un’ che torna a preoccupare

Le autorità non hanno divulgato l’ del bambino né ulteriori dettagli sulle circostanze della morte, nel rispetto della privacy della famiglia. La tragedia arriva in una fase particolarmente delicata per la sanità americana, alle prese con una nuova dei contagi. La diminuzione delle vaccinazioni ha infatti lasciato ampie fasce della popolazione più esposte alla diffusione del virus, altamente contagioso.

La situazione riguarda anche altri territori. In Pennsylvania, le autorità sanitarie hanno segnalato cinque associati al morbillo nel corso del 2026 e stanno verificando un possibile ulteriore caso. Il bilancio presenta inoltre differenze tra i dati dei singoli Stati e quelli pubblicati dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC), che al momento indicano associate alla malattia.

Vaccinazioni e prevenzione al centro dell’attenzione

La copertura vaccinale rappresenta uno degli elementi decisivi per contenere il rischio di nuovi focolai. Gli esperti indicano nel 95% la soglia di necessaria per garantire una protezione collettiva efficace. Due dosi del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia offrono una protezione vicina al 97% contro il morbillo.

All’inizio di ottobre Kathy Hochul aveva dichiarato lo stato di emergenza sanitaria per affrontare la diffusione dei contagi nelle aree rurali e negli Stati confinanti. Il provvedimento ha ampliato la categoria dei professionisti autorizzati a somministrare i vaccini, includendo anche paramedici e ostetriche, e ha consentito agli infermieri di richiedere esami diagnostici.

La morte del bambino rappresenta un nuovo e drammatico richiamo sull’importanza della prevenzione: una malattia evitabile attraverso la vaccinazione continua a provocare conseguenze gravissime.

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