mercoledì 4 Novembre 2026
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L’ex factotum di Gianluca Vacchi gli fa causa, ma sarà lui a dover pagare

Pietro Oliva aveva chiesto circa 700mila euro per ferie e permessi non goduti durante oltre quindici anni di lavoro. La Corte d’Appello di Bologna propone invece un accordo che prevede il pagamento di 200mila euro a Gianluca Vacchi per presunti ammanchi di denaro

Di Redazione
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Una causa avviata per ottenere il pagamento delle ferie arretrate potrebbe concludersi con un risultato opposto. Pietro Oliva, ex factotum di Gianluca Vacchi, aveva chiesto circa 700mila euro per ferie e che sostiene di non aver utilizzato durante quindici anni di collaborazione. Ora la Corte d’Appello di Bologna propone una soluzione conciliativa che prevede il versamento di circa 200mila euro dall’ex collaboratore all’imprenditore.

Quindici anni di lavoro e la richiesta economica

Per oltre quindici anni Oliva ha seguito numerosi aspetti della professionale e privata di Vacchi, occupandosi della gestione finanziaria e delle proprietà dell’imprenditore, comprese alcune residenze in Smeralda e all’estero. Dopo la conclusione del rapporto, l’ex collaboratore ha avviato un’ per ottenere le somme che riteneva maturate attraverso ferie e permessi non goduti.

Il giudizio di primo grado non aveva riconosciuto le economiche di Oliva, ma neppure i crediti rivendicati da Vacchi per presunti ammanchi. Il procedimento è quindi arrivato davanti alla Corte d’Appello, dove i magistrati hanno avanzato una conciliativa che cambia radicalmente lo scenario iniziale.

La proposta dei giudici e il processo penale

La proposta non costituisce una sentenza definitiva. Oliva, assistito dagli avvocati Domenico Putzolu e Maria Caterina Pisano, dovrà valutare se accettare l’ oppure proseguire il giudizio. Il pagamento dei 200mila euro non rappresenta quindi, al momento, un obbligo definitivo.

Parallelamente, davanti al Tribunale di Tempio Pausania, prosegue un procedimento penale che riguarda presunte movimentazioni finanziarie non autorizzate. Le comprendono le ipotesi di appropriazione indebita e autoriciclaggio, con ammanchi contestati per quasi un milione di euro. Le accuse dovranno trovare conferma nel processo.

Come potrebbe concludersi la controversia

Se le parti accetteranno la proposta conciliativa, potranno chiudere anticipatamente la causa civile. In caso contrario, i giudici proseguiranno l’esame della controversia fino alla decisione. Il procedimento penale seguirà invece un percorso autonomo, con una prossima udienza prevista per il 22 marzo 2027.

La vicenda presenta dunque un possibile ribaltamento economico: l’ex collaboratore, partito da una richiesta di 700mila euro, potrebbe ritrovarsi a versarne 200mila a Vacchi. L’esito resta aperto.

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