lunedì 2 Novembre 2026

Cosa sappiamo sulla nuova indagine per l’omicidio di Pier Paolo Pasolini

A cinquantuno anni dalla morte del poeta e regista all'idroscalo di Ostia, la Procura di Roma ha aperto un nuovo procedimento affidato alla pm Silvia Santucci. L'indagine nasce dalle novità presentate dall'avvocato Stefano Maccioni, tra cui la presenza di un testimone non ancora ascoltato e una rilettura integrata delle immagini d'epoca e delle tracce informatiche e biologiche dei precedenti procedimenti

Di Redazione
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La Procura di Roma ha deciso di avviare un nuovo procedimento penale sulla morte di Pier Paolo Pasolini, ucciso all’ nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975. La decisione della capitolina, che ha affidato il caso alla sostituta procuratrice Silvia Santucci, fa seguito a un’istanza di riapertura presentata inizialmente a fine 2025 e successivamente integrata nei mesi scorsi dall’avvocato Stefano Maccioni.

Il legale promuove l’iniziativa per conto dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, del regista David Grieco e dello scrittore Giovanni Giovannetti. La richiesta poggia su una rilettura complessiva dei dati raccolti nel corso degli anni e su alcuni elementi di novità emersi dall’analisi dei filmati dei telegiornali dell’epoca forniti dalla Rai, con l’obiettivo di superare la ricostruzione giudiziaria che ha visto come unico condannato Pino Pelosi.

Il ruolo del nuovo testimone e i aperti

L’elemento centrale che ha condotto all’apertura del procedimento riguarda l’esistenza di un nuovo testimone. Secondo quanto riportato dall’avvocato Maccioni, si tratta di una persona che potrebbe fornire dettagli circostanziati sul contesto in cui maturò l’aggressione e confermare che la notte del delitto Pelosi non agì da solo.

La tesi della presenza di complici trova riscontro in diversi elementi emersi nelle precedenti indagini, tra cui gli accertamenti biologici eseguiti nel 2010 dal Ris dei Carabinieri sugli abiti indagati di Pasolini, che rilevarono cinque diversi profili non attribuiti. A questi aspetti si aggiungono le dichiarazioni rese in passato da Maurizio Abbatino, ex esponente della Banda della Magliana, in merito al delle bobine del film o le 120 giornate di Sodoma, che secondo alcune ricostruzioni sarebbe servito da esca per attirare lo scrittore all’idroscalo.

Le precedenti richieste e la proposta di una Commissione d’inchiesta

L’avvio di questo fascicolo arriva dopo che nel 2024 la Procura aveva respinto una precedente richiesta di riapertura, ritenendo gli elementi presentati di natura troppo generica o sovrapponibili a verifiche già effettuate prima dell’archiviazione del 2015. Con il deposito dei nuovi dati e della testimonianza, la magistratura ha ritenuto che vi fossero i presupposti per svolgere ulteriori accertamenti.

La novità giudiziaria ha riaperto il dibattito anche sul politico. La senatrice di Alleanza e Sinistra ha confermato la presentazione, insieme ad altri esponenti delle opposizioni, di un volto a istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Pasolini, finalizzata a ricostruire sul piano storico e istituzionale le vicende legate all’omicidio.

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