giovedì 29 Ottobre 2026
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Superate le 50mila firme per la procreazione assistita: ora decide il Parlamento

La campagna promossa dall’Associazione Luca Coscioni ha raggiunto il numero di sottoscrizioni necessario per portare alle Camere una proposta che punta ad aprire la procreazione medicalmente assistita anche alle donne single e alle coppie di donne

Di Redazione
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La campagna “PMA per tutte” ha superato la soglia delle 50mila firme necessarie per presentare in Parlamento una proposta di legge d’iniziativa popolare sulla procreazione medicalmente assistita. Promossa dall’ Luca Coscioni, l’iniziativa punta a modificare la del 2004 e ad ampliare le possibilità di accesso ai trattamenti per le che desiderano diventare madri. Il testo mira a includere anche le donne single e le formate da due donne, categorie che la normativa italiana attualmente esclude dall’accesso alla PMA.

Una mobilitazione per cambiare la legge 40

La raccolta delle firme è partita l’11 2026 e ha coinvolto 50 associazioni, più di 800 volontari e iniziative organizzate in 30 città italiane. La campagna ha affiancato i banchetti nelle alla raccolta digitale e ai videoappelli sui social, che hanno raggiunto oltre due milioni di visualizzazioni. I promotori continueranno a raccogliere adesioni fino al 31 ottobre, prima di consegnare ufficialmente la proposta alle Camere, con il deposito previsto a metà novembre.

Francesca Re, coordinatrice della campagna, ha sottolineato il significato della mobilitazione, spiegando che molte donne oggi devono recarsi all’estero per accedere a percorsi di esclusi dalla normativa italiana. Anche Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, ha chiesto al Parlamento di affrontare concretamente la questione, richiamando il ruolo dei tribunali e della Corte costituzionale nell’evoluzione della legge 40.

Cosa succede ora alla proposta di legge?

Il raggiungimento delle 50mila firme consente ai promotori di presentare formalmente il progetto, ma non comporta automaticamente una modifica della normativa. Dopo il deposito, il Parlamento dovrà avviare l’iter previsto per l’esame delle proposte legislative, che comprende il passaggio in commissione e la discussione parlamentare. L’iniziativa popolare, quindi, non garantisce l’approvazione del testo: saranno deputati e senatori a valutarne i contenuti e a decidere se trasformarlo in legge.

Per i promotori, il traguardo rappresenta l’inizio di una nuova fase della battaglia per l’accesso alla PMA. L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione pubblica e sollecitare una risposta politica su di scelta, uguaglianza e diritti delle donne.

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