giovedì 29 Ottobre 2026
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Mentre Meloni pensa alle targhe e attacca i giudici, l’Italia affonda nei salari da fame: oltre il 90% chiede un aumento

Il governo spende capitale politico sullo scontro con le toghe e sui bonus spot della manovra, ma i dati Nhrg svelano un Paese allo stremo: l'80% dei lavoratori tra i 26 e i 50 anni guadagna sotto i 28mila euro e il 67% non riesce più a mettere da parte un euro. La condanna di un Paese reale abbandonato dalla propaganda

Di Redazione
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Mentre la Giorgia Meloni e la sua concentrano tutte le energie politiche nell’ennesimo frontale con la magistratura — colpevole ai loro occhi di non piegarsi alle direttive dell’ — e rivendicano come grandi conquiste della Manovra le targhe automobilistiche personalizzate a pagamento o le card per le dentiere, la realtà economica degli italiani esplode in numeri drammatici.

A mettere a nudo il totale scollamento tra l’agenda di Palazzo Chigi e la vita quotidiana dei cittadini sono le anticipazioni del report dell’ Nhrg “Gli in Italia: cosa dicono i “: il 91,95% della forza lavoro esige un aumento di stipendio immediato nei prossimi 12 mesi per non affogare sotto il peso dell’inflazione.

Buste paga da fame e zero risparmi: i dati che smentiscono Palazzo Chigi

I numeri scritti nel report demoliscono lo storytelling trionfalistico sui record d’occupazione. Nella fascia d’età tra i 26 e i 50 anni — il cuore produttivo del Paese — il 38,5% percepisce una retribuzione annua lorda inferiore a 18.000 euro, mentre un altro 40,8% resta intrappolato tra i 18.000 e i 28.000 euro.

L’assenza di politiche sul costo della vita e la pervicace bocciatura del salario minimo hanno ridotto la capacità di tenuta delle famiglie: il 67,24% degli intervistati ammette di non riuscire più a mettere da parte un euro, e per oltre il 41% lo stress economico è ormai divenuto insostenibile. Di fronte a questo scenario, la risposta del resta affidata alle solite armi di distrazione di massa: crociate ideologiche contro le , retorica identitaria e marchetti da campagna elettorale, lasciando morire l’Italia che lavora nella trappola dei salari da fame.

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