Nel lunghissimo elenco di “misure spot” snocciolato da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, la priorità del Paese assume contorni decisamente bizzarri. Tra le novità inserite nella manovra di Bilancio da 26 miliardi fa la sua comparsa la possibilità di richiedere targhe automobilistiche personalizzate, un cavallo di battaglia già presente nel Codice della strada ma finora rimasto lettera morta per assenza di decreti attuativi.
«Una nota che si potrebbe definire di colore: introduciamo la possibilità di avere targhe personalizzate sostenendo un costo. Qualcosa mi dice che la creatività degli italiani si farà valere», si è sbilanciata la premier, trasformando una tassa sulla vanità in una misura di finanza pubblica. Ma il vero salto nel passato lo compie la maggioranza resuscitando l’immaginario politico berlusconiano: tra gli annunci di punta spicca la nuova card sanitaria da 300 euro per gli over 75 con trattamenti pensionistici fino a 28mila euro. A spiegare la ratio dell’intervento ci pensa il vicepremier di Forza Italia Antonio Tajani, sponsor della misura: «Servirà per esempio per la dentiera o per l’infermiere a casa».
Natalità a singhiozzo e lo schiaffo alle lavoratrici domestiche
Sul fronte della famiglia e del contrasto al calo demografico, il governo sventola la proroga del bonus da 720 euro all’anno per le madri lavoratrici con due o più figli (con tetto di reddito a 40mila euro) e l’allungamento del congedo parentale retribuito all’80%. L’astensione salirà a quattro mesi complessivi per il primo figlio, cinque per il secondo e sei dal terzo in poi.
Un’impostazione ben lontana dai modelli di welfare del Nord Europa, che presenta una discriminazione di fondo: dal bonus mamme restano sistematicamente escluse centinaia di migliaia di colf e badanti, tagliate fuori dalle tutele destinate alle lavoratrici dipendenti.
Il miraggio dei condizionatori e l’addio (con inganno) al bollo auto
Non manca la stoccata ideologica alle gestioni del passato. Annunciando l’impiego dei fondi europei sull’energia per installare condizionatori e pompe di calore in tutti gli istituti scolastici italiani, Meloni affonda il colpo: «Se in passato fossero state investite risorse per questo e non per i banchi a rotelle sarebbe stato meglio». I bandi per l’adeguamento scolastico vedranno la luce solo nel corso del prossimo anno, mentre lo sblocco effettivo delle risorse finanziarie avverrà non prima del 2028.
Sul fronte dei trasporti viene confermata la cancellazione del bollo auto per circa il 70% del parco veicolare in circolazione, rendendo strutturale l’esenzione per moto e automobili con potenza inferiore agli 80 kilowatt. Confermati per il settore edilizio i bonus ristrutturazione prima casa al 50% e 36% (destinati a scendere rispettivamente al 36% e al 30% a partire dal 2028) unitamente al bonus mobili fino a 5mila euro.
A completare il quadro c’è il rinnovo da 9 miliardi per la proroga delle misure in scadenza a fine anno: dai 2,4 miliardi destinati al credito d’imposta per la Zes Unica al miliardo per calmierare le bollette delle Pmi, fino all’ennesimo slittamento di sei mesi per l’entrata in vigore di plastic e sugar tax.
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