martedì 27 Ottobre 2026
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Wizz Air, 73 euro per un trolley: «Paghi o chiamiamo la polizia»

Un padre in viaggio con la moglie e due figli racconta di aver pagato al gate dell’aeroporto di Tenerife Sud per un piccolo trolley che, secondo la sua versione, rispettava le misure consentite

Di Redazione
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La vicenda risale a domenica 25 ottobre, quando Gianluca S. si prepara a imbarcarsi sul W46036 diretto a insieme alla moglie e ai due piccoli. Dopo aver superato i controlli di sicurezza, la famiglia raggiunge il gate, dove gli addetti della società che gestisce i servizi aeroportuali contestano le dimensioni di un bagaglio.

Il passeggero sostiene che il rispetti le regole della compagnia e chiede di parlare con un supervisore. Secondo il suo racconto, però, gli addetti insistono sulla richiesta di pagamento, pronunciando la frase: «O paghi o chiamiamo la polizia». L’uomo afferma inoltre che il non abbia voluto verificare il bagaglio nell’apposito misuratore.

La tensione coinvolge anche i familiari. I due iniziano a piangere e la moglie si commuove. Per evitare ulteriori problemi e non rischiare di perdere il volo, Gianluca decide di pagare i 73 euro richiesti.

Le dimensioni del bagaglio al centro della contestazione

Secondo le condizioni di Wizz Air, ogni passeggero può portare gratuitamente in cabina un bagaglio a mano di dimensioni massime pari a 40 × 30 × 20 centimetri e peso fino a 10 chilogrammi, da collocare sotto il sedile. Il servizio WIZZ Priority consente inoltre di aggiungere un trolley fino a 55 × 40 × 23 centimetri, da sistemare nella cappelliera.

La famiglia viaggiava con cinque , compreso un trolley aggiuntivo associato al servizio Priority. Gianluca sostiene che proprio il piccolo bagaglio contestato potesse entrare sotto il sedile. Una volta a bordo, fotografa la valigia per documentare la propria versione dei fatti.

Il reclamo e la richiesta di rimborso

Dopo il pagamento, l’uomo riceve una ricevuta della società spagnola di handling con la dicitura «1x Priority» scritta a mano. Contesta però la mancanza di spiegazioni precise sull’addebito e racconta di non aver ottenuto la documentazione richiesta.

Tornato a casa, presenta un reclamo a Wizz Air e chiede la restituzione dei 73 euro. Inoltre, valuta un’azione per ottenere un risarcimento per quanto accaduto ai figli. «A me dei 73 euro non frega nulla. È il principio», dichiara, spiegando di voler devolvere alla Fondazione Bambino l’eventuale risarcimento.

Il caso richiama anche un precedente episodio segnalato a settembre, quando un altro passeggero aveva denunciato una richiesta aggiuntiva di 75 euro per un bagaglio durante l’imbarco da Milano Malpensa verso Tirana. La contestazione di Gianluca riporta così l’attenzione sulle verifiche dei bagagli e sulla gestione dei supplementi applicati ai gate.

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