Il castello di carte di Emmanuel Macron si sta sgretolando sotto il peso della realtà sociale francese. Il quotidiano Le Figaro sbatte in prima pagina una verità amara per l’Eliseo: a nove anni dal lancio della sua sfida politica finalizzata a sbarrare la strada alle forze sovraniste, il presidente della Repubblica assiste all’evaporazione della sua stessa base elettorale.
Un fetta consistente del suo blocco sociale ha deciso di varcare il rubicone politica e di passare direttamente con la nemica di sempre, Marine Le Pen. I dati raccolti dall’istituto Ifop-Fiducial per Lci, Sud Radio e Le Figaro indicano che una quota compresa tra il 16% e il 19% di chi ha votato Macron nel 2022 è oggi disposta a votare per la leader del Rassemblement National. Un’emorragia confermata anche dalle altre rilevazioni nazionali: per Toluna Harris Interactive la percentuale oscilla tra il 12% e il 15%, mentre l’analisi di Ipsos Bva la attesta tra l’11% e il 14%.
Chi sono i transfughi che scelgono il Rassemblement National
La coalizione trasversale messa in piedi dal macronismo, in grado di unire il centrosinistra e i liberali di destra, ha perso il suo collante. Senza il fondatore e con un Paese esasperato, mantenere unito il campo centrista si sta rivelando un’impresa impossibile.
La radiografia dei delusi tracciata dagli analisti individua con precisione il profilo sociologico di chi sta voltando le spalle all’Eliseo. Si tratta prevalentemente di elettori provenienti dalla destra tradizionale, con un’età media attorno ai 50 anni, titolari di redditi modesti o lavoratori dipendenti, residenti in larga parte nei dipartimenti del nord-est della Francia. Una fascia sociale che si sente tradita dalle politiche economiche della presidenza, soffocata dal carovita e non più disposta a credere alla retorica dell’argine democratico.
La fine dell’eredità macroniana e l’avanzata della destra
La fuga di voti verso il Rassemblement National mette in evidenza il fallimento strategico della leadership macroniana. Il tentativo di polarizzare lo scontro politico ponendosi come unico baluardo contro gli “estremismi” ha finito per scontentare chi chiedeva risposte concrete su sicurezza, potere d’acquisto e tutele sociali.
Mentre i pretendenti alla successione all’interno dell’alleanza di governo faticano a ritrovare una linea unitaria, il movimento di Marine Le Pen continua ad allargare la propria base elettorale, penetrando nelle roccaforti del ceto medio e tra i delusi del liberalismo francese. Per l’Eliseo il segnale è chiaro: la narrazione del centro moderato non convince più e la rottura con il Paese reale sembra ormai consumata.

