Un blitz d’impronta squadrista compiuto nel pieno pomeriggio al centro di Roma ha riaperto l’allarme sulla agibilità democratica e sulla tutela degli spazi culturali. Quattro persone vestite di nero, con il volto completamente travisato e incappucciate, hanno fatto irruzione nei locali della galleria d’arte Rosso20sette in via del Sudario.
Mentre un componente del commando minacciava verbalmente il gallerista Stefano Ferraro per impedirgli ogni reazione, i tre complici si sono scatenati contro l’esposizione. Impugnando bombolette spray di vernice nera, gli aggressori hanno imbrattato 15 quadri su 20 della personale intitolata The Collapse of Democracy, devastando anche il ritratto di Martin Luther King recante l’iconica frase “L’odio distrugge chi odia” e provocando danni che superano i 40mila euro.
La reazione dell’artista e del gallerista: «Azione neofascista, non ci fermiamo»
Nonostante l’assenza di volantini di rivendicazione, il proprietario dello spazio espositivo ha additato chiaramente la matrice neofascista dell’attacco, sottolineando il posizionamento civile netissimo dei lavori esposti e il messaggio di contrasto agli estremismi e a difesa dei diritti umani lanciato dalla street artist.
Dura e priva di arretramenti la replica affidata alla stampa da Laika, la cui identità resta tutelata dall’anonimato: l’artista ha spiegato come l’aggressione sia la dimostrazione palese di stare dalla parte giusta della storia, rimarcando che il tentativo di spaventare chi promuove con la creatività la giustizia sociale otterrà soltanto il risultato di moltiplicare gli sforzi e l’impegno nei muri, nelle piazze e nelle gallerie.
Conte in galleria: «Violenza per tacitare chi è scomodo, colpita la libertà di tutti»
L’episodio ha registrato la reazione sdegnata delle istituzioni e dell’opposizione. Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, si è recato direttamente presso i locali di via del Sudario per prendere visione dei quadri sfregiati e manifestare pieno sostegno ai gestori e all’autrice.
Attraverso i propri canali social, diffondendo le foto scattate di fronte alle tele imbrattate, il leader pentastellato ha definito l’accaduto un atto intimidatorio vergognoso che non può essere in alcun modo sminuito o tollerato. Conte ha ribadito come si possano legittimamente contestare le idee o le espressioni artistiche, ma che l’uso della violenza per silenziare una voce libera rappresenti un vulnus scagliato contro l’intera collettività, concludendo che la libertà delle idee non si cancella con una bomboletta di vernice né si lascia intimidire da un commando.

