sabato 31 Ottobre 2026

Meloni non arretra su Kiev e chiude a Vannacci: «Voglio governare senza ricatti»

La premier blinda la linea atlantista e risponde picche al generale: «Nessun compromesso, chi fa accordi al ribasso rischia di far vincere la sinistra». Mentre Fratelli d'Italia vola al 28,1% nei sondaggi Youtrend e Futuro Nazionale cala al 7%, nel centrodestra si riapre l'ipotesi del voto anticipato in primavera

Di Redazione
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Nessun cedimento sulla politica estera, nessun passo indietro sull’Ucraina e porte sbarrata a qualsiasi ipotesi di ricatto in vista delle urne. Nelle anticipazioni del nuovo libro di Bruno Vespa, Giorgia Meloni traccia il perimetro della sua di governo e manda un messaggio inequivocabile agli e ai movimenti in marcia alla sua destra, replicando direttamente al generale Roberto Vannacci.

La linea della sul fronte internazionale resta granitica, a dispetto delle resistenze interne e del pacchetto di aiuti militari in arrivo al Copasir: «Sono perfettamente consapevole che il nostro appoggio all’Ucraina può avere un prezzo politico, che possa esserci anche una parte del nostro elettorato che non è d’accordo, ma non intendo cambiare posizione».

Il muro contro Vannacci: «Non mi sono fatta ricattare, non lo farò domani»

Il passaggio politico più duro riguarda però il con Futuro Nazionale e le ambizioni del generale Vannacci, che nei recenti sondaggi di Youtrend per Sky Tg24 arretra al 7%, mentre Fratelli d’Italia consolida la sua crescita attestandosi al 28,1%. Meloni gela sul nascere ogni ipotesi di accordo subalterno:

«Voglio chiedere agli italiani di continuare a governare senza ricatti. Non ero ricattabile prima, non mi sono fatta ricattare in questi anni di governo, non intendo esserlo domani».

Una presa di posizione che isola le pretese del generale, il quale replica accusando la maggioranza di favorire indirettamente il centrosinistra, forte di una coalizione d’ accreditata complessivamente al 44% contro il 41,9% del centrodestra. Dal canto suo, la maggioranza punta a blindare il 42% complessivo per assicurarsi il premio di maggioranza con la nuova legge elettorale, dialogando anche con movimenti civici e forze moderate come Alternativa Popolare.

L’ipotesi del voto anticipato tra e primavera

Intanto, sullo sfondo della tenuta della legislatura, si fa largo l’ipotesi di un ritorno anticipato alle urne già nella prossima primavera. A riaprire lo scenario è il presidente del Senato, , intervenendo sui tempi tecnici e politici: «Dipende dal governo, da come si trova a gennaio o febbraio, perché per votare prima bisognerebbe sciogliere entro quei mesi. Bisogna vedere se il governo è convinto di poter continuare a dare molto all’Italia o se il clima preelettorale consigli di anticipare. Io credo che Giorgia Meloni sceglierà avendo come stella polare l’interesse del Paese».

Con la Manovra economica al vaglio del e la campagna elettorale di già aperta, il governo si prepara a sciogliere i nodi decisivi per il futuro della legislatura.

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