sabato 26 Settembre 2026

Schlein: «Trovare un’intesa anche su idee ancora diverse». La manovra per il terzo nome

La segretaria dem cita Silvestri e smorza la tensione con Giuseppe Conte sull'Ucraina. Ma dentro l'alleanza cresce il pressing di Avs per evitare gazebi divisivi e cercare un candidato federatore

Di Redazione
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«Siamo d’accordo su 4850 cose». Elly Schlein sceglie ancora una volta i versi di Daniele Silvestri per blindare l’ossatura del campo largo, ma subito dopo lancia un messaggio chiarissimo agli alleati: «Bisogna discutere e trovare un accordo anche su quelle cose su cui ancora abbiamo idee diverse».

Nessuna diretta agli affondi di Giuseppe Conte, che l’aveva accusata di voler “mandare armi a go-go”, ma un felpato richiamo all’unità per disinnescare la narrazione che la vuole relegata nell’ala bellicista della coalizione. Per la del Nazareno, la “piattaforma comune” è già avanzata, ma la spaccatura sulla e sull’Ucraina rischia di diventare la trappola perfetta per minare la leadership.

L’ombra del “terzo nome” e il del

Il vero nodo della partita si consuma sulla del candidato premier. Mentre nel Pd nessuno pronuncia l’eresia di rinunciare alle primarie o alla candidatura naturale della segretaria, in Alleanza Verdi e Sinistra il pressing per un federatore si fa quotidiano.

Angelo Bonelli lo ha ripetuto con nettezza, rinfocolando il dibattito su una sintesi superiore per evitare la conta nei gazebo: «Pensavo che si potesse raggiungere una sintesi alta, per superare la contrapposizione sulla leadership. L’, a quanto pare, è caduto nel vuoto. Prendo atto che il Pd intende andare avanti con le primarie, ma rilancio la proposta».

La mossa di Conte e il dilemma delle primarie

Dalle parti del Nazareno la linea resta d’. Come spiega un parlamentare della sinistra , «moltissimi sono convinti dei rischi delle primarie, la competizione non può che esaltare le differenze. Ma per evitare i gazebo ci sono solo due strade: o Conte accetta che il leader è il capo del partito che prende più voti, oppure deve dire in pubblico ‘compiamo un atto di generosità e scegliamo un terzo nome’».

Conte ha già ricordato di voler sedersi a un tavolo “come nelle regioni” per scegliere il profilo più competitivo. Il richiamo della Schlein all’intesa sulle divergenze punta proprio a smontare l’alibi delle “primarie divisive”, ma il percorso verso la coalizione si conferma una strada stretta e piena di insidie.

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