lunedì 12 Ottobre 2026

Mattarella: “Funzionari pubblici a servizio esclusivo della Nazione”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Il titolo che avete scelto per questa assemblea attesta il desiderio di proseguire, andando al di là delle stesse specifiche professionalità, per contribuire, con i valori e le competenze che vi appartengono, ad affrontare le sfide del nuovo cambiamento d’epoca che abbiamo di fronte, che è in corso. Sollecita, in questo percorso, la riaffermazione dell’autonomia propria del dirigente unitamente al ruolo sociale sviluppato per affermare obiettivi di progresso per l’intera comunità, in obbedienza all’etica che guida ciascuno nell’esercizio della propria professione e, per quanto riguarda i funzionari pubblici, il dovere di esercitare la propria attività a servizio esclusivo della nazione”. Lo ha affermato il della repubblica, Sergio , intervenendo all’80/mo anniversario della Cida (Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità). 

“Oggi un mondo nuovo si sta plasmando tra rapidissime trasformazioni. Dobbiamo tenerne il passo. Non sarà facile sfruttare l’onda prorompente delle nuove tecnologie digitali, dell’intelligenza artificiale, della robotica ponendole a servizio non soltanto di maggiori profitti e di migliore efficienza ma anche di una crescita qualitativa e di una organizzazione produttiva e sociale che valorizzi la persona, che tuteli sempre la sua dignità, che rafforzi la coesione sociale”. “È compito -ha proseguito il Capo dello Stato- che coinvolge il vostro impegno quotidiano. Le funzioni dirigenti private e pubbliche, dei essenziali, dei settori emergenti sono una nervatura essenziale di una società che voglia restare protagonista del proprio futuro. Si tratta dell’ del , premessa, nella nostra Costituzione, del carattere universale di diritti della persona, e nel contempo dei doveri di solidarietà , economica e sociale, paradigma del nostro modello di vita”. 

“Il vostro essere parte del tessuto della Repubblica ha significato, per i dirigenti, pagare anche prezzi alti. È avvenuto durante il terrorismo- ha proseguito il Capo dello Stato-, quando le Brigate rosse assunsero alcuni dirigenti come bersaglio per cercare di smantellare riferimenti del nostro modello di vita. A Pietro Coggiola, Ghiglieno, Manfredo Mazzanti, Renato Briano, Giuseppe Taliercio, assassinati perché ridotti a simboli da un feroce delirio ideologico, rivolgiamo il nostro pensiero. L’Italia avrebbe presto sconfitto il terrorismo grazie propri valori civili e alla propria unità. Quell’unità di fondo che non si deve disperdere anche quando asprezze e contrapposizioni di merito conquistano il centro della scena”.  

“L’ è la dimensione, lo spazio in cui pensarsi e agire. La consapevolezza di questa realtà è condizione per rinsaldare quel modello sociale europeo a cui intende rinunciare e per sostenere il quale occorrono scelte conseguenti da parte delle istituzioni” ha concluso Mattarella. 

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