mercoledì 14 Ottobre 2026

Legge anti-maranza, Lega: stop alla cittadinanza per chi commette reati gravi

Un emendamento alla proposta di legge sulla cittadinanza introduce nuovi ostacoli per i giovani nati in Italia che commettono reati, soprattutto legati allo spaccio di droga

Di Redazione
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La Lega rilancia la linea dura contro le baby gang con una modifica alla di legge sulla , all’esame della commissione Affari costituzionali della Camera. La nuova formulazione punta a introdurre ulteriori condizioni per i giovani nati in Italia che intendono ottenere la cittadinanza al compimento dei 18 anni, con particolare attenzione a chi commette reati legati allo spaccio di .

Il deputato leghista Igor Iezzi, primo firmatario della proposta, ha illustrato la novità presentandola come una misura anti-maranza. L’obiettivo politico consiste nel collegare l’accesso alla cittadinanza alla condotta penale dei giovani interessati, introducendo restrizioni per chi commette determinati reati.

Salvini: almeno dieci anni senza poterla richiedere

Il leader della Lega Matteo Salvini ha sostenuto l’iniziativa, ribadendo la necessità di una linea rigorosa contro chi delinque. Secondo quanto dichiarato dal segretario leghista, chi riceve una per spaccio non dovrebbe poter richiedere la cittadinanza al compimento dei 18 anni per almeno dieci anni.

Salvini ha inoltre rilanciato l’ipotesi di revocare la cittadinanza a chi l’ha già ottenuta e successivamente commette reati gravi. La proposta punta quindi a intervenire sulle condizioni per acquisire lo status di cittadino e, secondo l’impostazione della Lega, anche sui casi in cui potrebbe scattare la revoca.

La proposta deve proseguire l’iter parlamentare

La misura si inserisce nel confronto politico sul contrasto alla giovanile e sulle regole per ottenere la cittadinanza . Il testo deve proseguire il proprio percorso parlamentare prima di un’eventuale definitiva.

Occorre distinguere la proposta politica dalle norme già in vigore: le restrizioni annunciate dalla Lega riguardano una modifica legislativa in discussione e non costituiscono, di per sé, un divieto generale già applicabile a tutti i giovani che commettono reati.

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