Un episodio di grave violenza ha scosso la città di Imperia nelle ore successive ai festeggiamenti per la Notte Bianca, svolta tra il ventidue e il ventitre agosto. Un ragazzo di diciannove anni ha individuato due giovani ragazze mentre percorrevano le strade cittadine per rientrare a casa. Il giovane ha seguito le due amiche per circa quaranta minuti lungo il tragitto, attendendo con pazienza il momento opportuno per agire. Non appena una delle due si è separata per entrare nella propria abitazione, l’aggressore ha sorpreso la minorenne rimasta sola. L’ha spinta a terra con forza per compiere abusi sessuali nei suoi confronti.
Le urla disperate della ragazza hanno fortunatamente attirato l’attenzione di un residente della zona. L’uomo si è affacciato immediatamente e si è precipitato in strada, affrontando il giovane e allertando le forze dell’ordine tramite il numero unico di emergenza. L’intervento provvidenziale del testimone ha messo in fuga l’aggressore, salvando la vittima da conseguenze ancora più gravi. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Imperia hanno avviato subito un’articolata attività investigativa. Attraverso l’analisi accurata delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza e la testimonianza della vittima, i poliziotti hanno rintracciato e sottoposto a fermo il diciannovenne il ventisette agosto con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di minore.
Il pentimento e la misura degli arresti domiciliari
La vicenda ha assunto contorni giudiziari e mediatici ancora più complessi durante l’interrogatorio di garanzia di fronte al giudice per le indagini preliminari. Nel corso dell’udienza, il diciannovenne ha manifestato ripetutamente il proprio rammarico per quanto accaduto, ammettendo le proprie responsabilità e pronunciando parole di scusa. L’indagato ha dichiarato di aver commesso un grave errore e di provare profondo pentimento per il gesto compiuto. Il magistrato ha valutato le dichiarazioni rese dal giovane e non ha convalidato il fermo, disponendo nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.
La scelta del giudice si basa sulle valutazioni giuridiche relative alle esigenze cautelari, ritenendo la misura domiciliare idonea a contenere il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio alla luce dell’atteggiamento collaborativo mostrato dal ragazzo. L’esito del confronto giudiziario ha riaperto un acceso dibattito sull’adeguatezza delle misure cautelari adottate nei casi di reati di natura sessuale, specialmente quando coinvolgono vittime minorenni e giovani aggressori.
Le polemiche politiche ed il caso di Torino
La notizia della concessione dei domiciliari ha scatenato immediate reazioni nel mondo politico e sociale. La senatrice Daniela Sbrollini, capogruppo in commissione Femminicidio per Italia Viva-Casa Riformista, ha espresso durissime critiche nei confronti della pronuncia del tribunale. La parlamentare ha paragonato questo episodio a un altro evento recente avvenuto a Torino, dove un uomo di quarantadue anni aveva ottenuto la libertà dopo aver molestato una ragazzina all’interno di un minimarket, pur avendo tentato un approccio simile due settimane prima con la medesima vittima.
Dopo la sconcertante rimessa in libertà dell’uomo di 42 anni che ha molestato una minorenne in un minimarket di Torino, e che ci aveva già provato due settimane prima con la stessa vittima, un nuovo caso di violenza contro le donne a Imperia. Un 19enne segue una ragazzina per 40 minuti e poi la getta a terra per abusare di lei. Viene arrestato ma il giudice non convalida il fermo e lo mette ai domiciliari. In entrambe le situazioni si sottolinea il ‘pentimento’ dell’aggressore. È del tutto inaccettabile.
La senatrice Daniela Sbrollini ha sottolineato la gravità della valutazione giudiziaria, evidenziando la necessità di tutelare prioritariamente la sicurezza e l’incolumità delle giovani vittime. Daniela Sbrollini ha evidenziato come la giovane età delle ragazze coinvolte e la natura dei reati commessi debbano rappresentare gli elementi centrali in sede di decisione delle misure cautelari.
A pesare dovrebbero essere la giovane età delle vittime e la natura del reato. In questo modo la sicurezza delle donne è messa fortemente in pericolo. Si investono giustamente molte risorse nella prevenzione, ma così si rischia di vanificare questo lavoro.
Le reazioni della comunità locale e il tema della prevenzione
Anche la comunità locale di Imperia ha reagito con viva preoccupazione a quanto accaduto durante una serata di festa e partecipazione cittadina. Sul caso è intervenuto Riccardo Caratto, presidente del consorzio di commercianti che ha organizzato l’evento della Notte Bianca a Porto Maurizio. Riccardo Caratto ha espresso profonda solidarietà alla giovane vittima e alla sua famiglia, ribadendo la ferma condanna da parte dell’intera cittadinanza nei confronti di ogni forma di prevaricazione e violenza.
L’episodio pone nuovamente al centro dell’attenzione pubblica la questione dell’efficacia delle misure preventive ed educative sul territorio nazionale. Le istituzioni profondono continui sforzi per contrastare la violenza di genere attraverso campagne di sensibilizzazione e risorse dedicate. Tuttavia, le recenti pronunce giudiziarie alimentano la discussione sull’equilibrio tra le garanzie difensive per gli indagati e il diritto alla protezione e alla giustizia per le vittime di abusi.
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