venerdì 11 Settembre 2026
Si riapre l'indagine sulla morte di Igor Squeo, deceduto nel 2022. Foto dal web

Morì nel 2022 fermato dalla polizia, ammanettato mani e piedi a terra. Si riapre il caso di Igor Squeo

Il decesso del 33enne venne attribuito a un'intossicazione acuta da cocaina, ma per la Procura generale di Milano potrebbe trattarsi di un altro caso di «impropria contenzione». Disposti nuovi accertamenti medico-legali

Di Giustino Marai
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Sono stati disposti nuovi accertamenti medico-legali nell’inchiesta sulla di Igor Squeo, il 33enne deceduto il 12 giugno 2022 durante un della polizia nel suo appartamento. Il fascicolo, dopo due richieste di archiviazione, è stato avocato e riaperto lo scorso marzo dalla generale di Milano. Ora sono indagati sei poliziotti e un medico.

L’inchiesta riaperta dalla Procura generale

Il caso era inizialmente stato seguito dalla Procura di Milano, che aveva chiesto per due volte l’archiviazione. Dopo l’avocazione, la procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto pg Massimo Gaballo hanno cambiato direzione all’indagine. Pochi mesi fa sono stati iscritti nel registro degli indagati un medico e sei . Quattro poliziotti sarebbero chiamati a rispondere di , mentre altri due sono indagati per ideologico.

L’ipotesi della «impropria contenzione»

Secondo la nuova impostazione accusatoria, i quattro agenti avrebbero «cagionato» la morte di Squeo attraverso una «impropria contenzione» durante l’intervento nell’abitazione del giovane. È una vicina a quella sostenuta dai familiari del 33enne, assistiti dall’avvocata Ilaria Urzini. La legale aveva indicato come possibile causa del decesso una « posizionale determinata dall’impropria contenzione fisica».
Per altri due poliziotti l’ipotesi è di falso ideologico. Secondo la Procura generale, avrebbero falsificato «la annotazione dell’intervento», in una possibile di copertura a quanto avvenuto nell’appartamento.

La consulenza medico-legale

La Procura generale aveva chiesto alla gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo un incidente probatorio con perizia medico-legale e riesumazione della salma. La richiesta è stata respinta. Il prossimo passaggio sarà quindi una consulenza affidata a un esperto, con l’obiettivo di arrivare alla definizione delle indagini. La nuova analisi dovrà confrontarsi con la precedente consulenza, che aveva individuato come causa della morte un’intossicazione acuta da cocaina.
Secondo la Procura generale, le indagini svolte in precedenza avrebbero «totalmente trascurato l’ipotesi investigativa proposta dalle parti civili», cioè quella di una morte per «asfissia» durante l’intervento della polizia.

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