lunedì 26 Ottobre 2026
Si riapre l'indagine sulla morte di Igor Squeo, deceduto nel 2022. Foto dal web

Morì nel 2022 fermato dalla polizia, ammanettato mani e piedi a terra. Si riapre il caso di Igor Squeo

Il decesso del 33enne venne attribuito a un'intossicazione acuta da cocaina, ma per la Procura generale di Milano potrebbe trattarsi di un altro caso di «impropria contenzione». Disposti nuovi accertamenti medico-legali

Di Giustino Marai
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Sono stati disposti nuovi accertamenti medico-legali nell’inchiesta sulla di Igor Squeo, il 33enne deceduto il 12 giugno 2022 durante un della polizia nel suo appartamento. Il fascicolo, dopo due richieste di archiviazione, è stato avocato e riaperto lo scorso marzo dalla Procura generale di Milano. Ora sono sei poliziotti e un medico.

L’inchiesta riaperta dalla Procura generale

Il caso era inizialmente stato seguito dalla Procura di Milano, che aveva chiesto per due volte l’archiviazione. Dopo l’avocazione, la procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto pg Massimo Gaballo hanno cambiato direzione all’indagine. Pochi mesi fa sono stati iscritti nel registro degli indagati un medico e sei . Quattro poliziotti sarebbero chiamati a rispondere di omicidio preterintenzionale, mentre altri due sono indagati per ideologico.

L’ipotesi della «impropria contenzione»

Secondo la nuova impostazione accusatoria, i quattro agenti avrebbero «cagionato» la morte di Squeo attraverso una «impropria contenzione» durante l’intervento nell’abitazione del giovane. È una ricostruzione vicina a quella sostenuta dai familiari del 33enne, assistiti dall’avvocata Ilaria Urzini. La aveva indicato come possibile causa del decesso una « posizionale determinata dall’impropria contenzione fisica».
Per altri due poliziotti l’ipotesi è di falso ideologico. Secondo la Procura generale, avrebbero falsificato «la annotazione dell’intervento», in una possibile attività di copertura rispetto a quanto avvenuto nell’appartamento.

La medico-legale

La Procura generale aveva chiesto alla Maria Idria Gurgo di Castelmenardo un incidente probatorio con perizia medico-legale e riesumazione della salma. La richiesta è stata respinta. Il prossimo passaggio sarà quindi una consulenza affidata a un esperto, con l’obiettivo di arrivare alla definizione delle indagini. La nuova analisi dovrà confrontarsi con la precedente consulenza, che aveva individuato come causa della morte un’intossicazione acuta da .
Secondo la Procura generale, le indagini svolte in precedenza avrebbero «totalmente trascurato l’ipotesi investigativa proposta dalle parti civili», cioè quella di una morte per «asfissia» durante l’intervento della polizia.

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