lunedì 27 Luglio 2026
Mario Roggero. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Mario Roggero resta in carcere: il tribunale boccia la sospensione della pena

Secondo l'Ufficio di Sorveglianza di Torino, «non si ravvisano, né sono state indicate dalla difesa, le circostanza di necessità e di urgenza indispensabili» per un intervento in favore del gioielliere

Di Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Mario Roggero resta nel di Bollate. L’Ufficio di Sorveglianza di ha respinto l’istanza di differimento dell’esecuzione della pena presentata dalla difesa del gioielliere, in via definitiva a 14 anni e 9 mesi. Secondo la magistrata di sorveglianza Elena Massucco, non emergono elementi tali da giustificare un intervento urgente.

Il no dell’Ufficio di Sorveglianza

Nel provvedimento si legge che «non si ravvisa, né sono state indicate dalla difesa, le circostanza di necessità e di urgenza indispensabili per provvedere cautelativamente, in questa sede». La richiesta, dunque, non viene accolta in questa fase.
Gli atti passano ora al Tribunale di Sorveglianza, alla generale della Corte d’Appello di Torino e all’Ufficio di Sorveglianza di Milano. Saranno questi i prossimi passaggi del procedimento, mentre resta pendente anche la domanda di presentata dalla di Roggero.

La linea della difesa

Il professor , analista processuale nel collegio difensivo, aveva provato a chiarire il senso dell’istanza: non una richiesta di cancellazione della pena, ma un differimento temporaneo della sua esecuzione. Secondo Novani e gli avvocati della difesa, i presupposti per il differimento erano la serietà della domanda di grazia, l’assenza di un concreto pericolo di reiterazione del reato e una valutazione di umanità nei confronti di un uomo ultrasettantenne, chiamato a iniziare la pena mentre è ancora aperta la procedura sull’atto di clemenza.

Il prossimo passaggio

Novani aveva insistito sul fatto che «la legge non funziona a colpi di » e che «nessuno domanda corsie preferenziali, ma il rispetto del codice». La magistrata di sorveglianza, però, ha ritenuto che in questa sede non ci fossero le di necessità e urgenza per sospendere l’esecuzione.
La partita non si chiude, ma si sposta davanti agli altri uffici competenti. Per ora, però, il primo tentativo della difesa di ottenere una sospensione immediata della detenzione è respinto.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata