venerdì 11 Settembre 2026

Violenza sulle donne, la Procura di Roma indaga sui possibili legami italiani con il sistema Epstein

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti dopo l’esposto di Differenza Donna e punta ad acquisire dagli Stati Uniti la documentazione contenuta nei cosiddetti Epstein files per verificare eventuali collegamenti con l’Italia

Di Redazione
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La della Repubblica di ha avviato un procedimento, per ora a carico di ignoti, con l’ipotesi di . L’indagine nasce dall’esposto presentato dalla Rete Nazionale dei Centri antiviolenza di Differenza Donna, che ha chiesto di verificare eventuali connessioni italiane con il sistema di sfruttamento sessuale attribuito al finanziere statunitense Jeffrey Epstein, morto suicida in .

Gli investigatori avrebbero inoltre richiesto al Dipartimento di degli Stati Uniti la documentazione contenuta negli Epstein files, un vasto archivio composto da atti giudiziari, registri, comunicazioni, immagini e testimonianze raccolti nel corso degli anni.

L’obiettivo degli accertamenti è verificare se dagli atti possano emergere elementi penalmente rilevanti collegati all’Italia.

«Abbiamo ritenuto necessario chiedere che anche in Italia venissero svolti tutti gli accertamenti possibili», ha dichiarato Elisa Ercoli, presidente della Rete Nazionale Differenza Donna.

Secondo Ercoli, la dimensione internazionale della vicenda e la rete di rapporti , sociali e di potere sviluppatasi attorno a Epstein devono essere esaminate anche in alle eventuali influenze esercitate sulle politiche interne dei Paesi europei e non solo.

Eventuali fatti riconducibili all’Italia dovranno essere ricostruiti e verificati con la massima attenzione, ponendo al centro le donne e le ragazze eventualmente coinvolte.

Non basta trovare nomi nei documenti

Differenza Donna sottolinea che il caso Epstein ha evidenziato come la violenza sessuale possa essere favorita e occultata dalla combinazione di disponibilità economiche, prestigio sociale, relazioni influenti e strutture di potere.

Per questo, secondo l’associazione, l’attività investigativa non dovrebbe limitarsi all’individuazione di persone citate negli elenchi o nei documenti, ma concentrarsi sulla possibile ricostruzione dei meccanismi di reclutamento, sfruttamento e violenza.

La semplice comparsa di un nominativo nei file o la conoscenza di Epstein non rappresentano, da sole, una prova di responsabilità penale.

«La presenza di un nome in un documento o la frequentazione di Epstein non costituiscono, di per sé, prova di responsabilità penale», hanno spiegato e Ilaria Boiano, responsabili dell’Ufficio Legale della Rete Nazionale Differenza Donna.

Le due responsabili evidenziano quindi la necessità di distinguere i rapporti personali e sociali dalle eventuali condotte penalmente rilevanti, senza però trascurare elementi che potrebbero riguardare violenze sessuali, sfruttamento o altre forme di partecipazione al sistema.

Il ruolo delle vittime al centro degli accertamenti

Per Differenza Donna, un altro elemento fondamentale dell’inchiesta riguarda la posizione delle eventuali vittime. Le vicende emerse negli Stati Uniti, secondo l’associazione, mostrano quanto possa risultare complesso denunciare e far emergere episodi di violenza quando gli autori o le persone che li circondano dispongono di ingenti economiche, prestigio e relazioni.

«Il punto centrale resta la posizione delle vittime», hanno affermato Manente e Boiano.

Il potere economico e sociale, sostengono, non deve diventare uno strumento capace di favorire l’impunità. Allo stesso tempo, l’attenzione dell’opinione pubblica non dovrebbe concentrarsi soltanto sui personaggi conosciuti, rischiando di lasciare in secondo piano le donne e le ragazze che hanno subito violenza.

Differenza Donna pronta a collaborare con la magistratura

La Rete Nazionale Differenza Donna ha sapere che seguirà l’evoluzione dell’indagine e ha confermato la propria disponibilità a collaborare con l’Autorità giudiziaria.

L’associazione intende contribuire all’approfondimento di eventuali collegamenti con l’Italia e chiede che, qualora dagli accertamenti emergano donne o ragazze coinvolte, siano assicurate tutela, ascolto e protezione.

L’indagine dovrà dunque stabilire, attraverso gli elementi raccolti dagli inquirenti, se esistano effettivi collegamenti con il sistema criminale esaminato negli Stati Uniti e se vi siano responsabilità penalmente rilevanti riconducibili a persone presenti o operanti in Italia.

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