lunedì 26 Ottobre 2026

Gasperini (Sin): “In neurologia innovazione richiede cambio in clinica e organizzazione”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Il della professione del neurologo è legato a quello della neurologia. Negli ultimi anni si è sviluppata molta innovazione tecnologica, sia da un punto di vista diagnostico che terapeutico. Questa trasformazione richiede risposte sia legate alla clinica che all’organizzazione. restando che la competenza clinica rimane centrale, il neurologo dovrà essere in grado di utilizzare la neurologia digitale”. A riferirlo è Claudio Gasperini, vicepresidente Sin – Società di neurologia e direttore Unità operativa complessa di Neurologia e Neurofisiopatologia dell’ospedale -Forlanini di Roma, intervenendo nel corso del 56° Congresso della Sin, in dal 24 al 27 ottobre a .  

“A questo scopo – continua Gasperini – stiamo collaborando con le istituzioni, in particolare con Agenas, al fine di poter utilizzare la piattaforma nazionale e attuare la telemedicina, sia in termini di tele-visita che di tele-consulto e di tele-monitoraggio. Questo consentirà ai pazienti, anche distanti, di poter essere accolti a livello centrale e, soprattutto, permetterà la fra differenti specialisti, secondo l’approccio multidisciplinare. La Sin sta cercando di formare i neurologi in quest’ottica. Nel corso di un evento nazionale abbiamo formato circa 80 neurologi sotto i 40 anni. Quest’anno abbiamo voluto diffondere questa iniziativa a livello nazionale, all’interno delle singole riunioni regionali che facciamo annualmente, dedicando una parte della formazione – che si concluderà a dicembre – proprio al nuovo digitale. Così alla fine dell’anno 232 neurologi avranno la certificazione digitale, il primo step di un’ampia diffusione che vorremmo portare avanti nei prossimi anni”.  

“Nel corso della sessione plenaria del congresso Sin è stato evidenziato inoltre che la figura del neurologo debba dare delle risposte a tematiche che presentano delle difficoltà, in particolare nell’approccio neurovascolare – sottolinea l’esperto – Vorremmo per questo far che i neurologi possano formarsi da un punto di vista della neurologia interventistica e possano assimilare competenze riguardo la neuroriabilitazione. L’intelligenza artificiale dovrà certamente essere utilizzata nell’organizzazione della comunicazione tra centro specialistico e territorio, ma potrà essere utile anche nella creazione di multimodali in cui inserire delle variabili in relazione ai biomarcatori, per ottenere informazioni sia in termini diagnostici che di risposta al trattamento e, dunque, di personalizzazione della . Infine, in merito alla figura del neurologo interventista, sappiamo che l’Italia è ancora al di sotto degli standard richiesti a livello europeo. L’impiego di un neurologo preparato – conclude Gasperini – può aiutare a raggiungere il target del 15%, e lo stesso vale per la riabilitazione. Quest’ultima prevede infatti la conoscenza dei meccanismi fisiologici del sistema nervoso centrale. Per questo credo che il neurologo abbia le competenze per affiancare il fisiatra e dare risposte da un punto di vista neuroriabilitativo”. 

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