venerdì 30 Ottobre 2026

Armi agli Stati esteri con una semplice firma: così l’emendamento Gasparri evita i controlli e l’opinione pubblica

La maggioranza spinge per far passare le cessioni di armamenti "obsoleti" con una semplice intesa tra ministeri, cancellando l'obbligo di ratifica delle Camere. L'allarme della Rete Italiana Pace e Disarmo: «Operazione per oscurare le scelte politiche di fronte all'opinione pubblica». Il M5S tenta il blocco con un sub-emendamento per rendere vincolante il parere delle Commissioni

Di Redazione
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Nel silenzio generale dei lavori di Palazzo Madama e mentre l’attenzione pubblica è catalizzata dalla manovra economica, la maggioranza di centrodestra prova a piazzare un colpo di spugna sul parlamentare dell’export e della cessione di materiali bellici. Sotto forma di un emendamento firmato dal relatore di Forza Maurizio al disegno di legge sulla Difesa, l’esecutivo punta a riscrivere il dell’ordinamento militare per rendere la spedizione di armi a Paesi terzi una pratica meramente burocratica.

La modifica, pronta al voto nell’aula del Senato, introduce una scorciatoia decisiva: per cedere sistemi d’arma considerati “obsoleti” a Paesi stranieri non servirà più un formale di cooperazione ratificato a larga maggioranza e dibattuto in Parlamento. Sarà sufficiente una semplice « di carattere tecnico-militare» firmata tra ministeri, accompagnata da una generica dimostrazione di “convenienza economica alla dismissione” e da un ministeriale privo di un reale peso politico.

Addio al dibattito politico: l’allarme della Rete Pace e Disarmo

Una manovra che disarma le prerogative delle Camere proprio in una fase storica segnata da drammatiche escalation geopolitiche, dall’Egitto fino al Medio Oriente e al fronte ucraino. A denunciare la portata della norma è Francesco Vignarca, analista della Rete Italiana Pace e Disarmo: «L’intesa di carattere tecnico-militare è un passaggio molto più snello rispetto a un accordo di cooperazione tra Paesi. Può essere firmato direttamente tra ministeri e richiede molto meno rispetto a un memorandum che impiega anni per essere ratificato».

Bypassare il passaggio parlamentare significa soffocare sul nascere i confronti politici più scomodi. Come ricordato dagli analisti, soltanto un mese fa la Camera avrebbe dovuto discutere un memorandum d’intesa tra Italia ed Egitto all’indomani della sentenza sul delitto di Giulio Regeni: un passaggio in Aula che costringe il governo a metterci la faccia e a scoprirsi davanti all’. «È un modo per velocizzare le pratiche e tenere lontana l’opinione pubblica dall’aspetto politico della vicenda», sintetizza Vignarca, bollando l’emendamento come un netto arretramento in termini di trasparenza democratica.

La contromossa del M5S: “Parere vincolante per fermare le mani libere”

La scorciatoia governativa rischia di aprire canali diretti con governi autocratici o coinvolti in teatri di crisi secondari, lasciando alle sole burocrazie dei ministeri la gestione dei flussi d’armi sotto la copertura del materiale “obsoleto”.

Contro il testo targato Gasparri si scaglia il . I senatori Grillini Bruno Marton ed Ettore Licheri hanno depositato un sub-emendamento per disinnescare la deregolamentazione voluta dalla destra. La proposta pentastellata introduce un paletto invalicabile: imporre che qualsiasi cessione di armamenti e ogni intesa tecnica debbano prima ottenere il parere vincolante delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, per impedire al governo di trasformare il commercio d’armi in una partita segreta tra apparati ministeriali.

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