domenica 1 Novembre 2026
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Gli aiuti militari all’Ucraina dividono il centrosinistra

Guerini (PD) rilancia il sostegno militare a Kiev e critica la linea del governo Meloni. Il confronto tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle complica la definizione di un programma comune

Di Redazione
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La guerra in Ucraina riapre le divisioni nel centrosinistra e mette alla prova il progetto di alleanza tra le forze progressiste. Il sostegno militare a Kiev rappresenta uno dei principali punti di distanza tra il e il Movimento 5 Stelle, proprio mentre i partiti cercano una sintesi programmatica per costruire un’alternativa al governo guidato da Meloni.

Il 31 ottobre, , esponente del Pd ed ex ministro della Difesa, ha rilanciato la necessità di aumentare gli all’Ucraina nell’eventualità di un ritorno al governo del centrosinistra. «Se saremo chiamati al governo, dovremmo contribuire agli aiuti militari all’Ucraina in maniera più consistente di quanto abbia fatto il governo Meloni», ha dichiarato nel libro di Bruno Vespa, Storia della seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein.

Guerini rilancia il sostegno militare a Kiev

Guerini ha contestato la gestione degli aiuti da parte dell’esecutivo, sostenendo che il governo non avrebbe inviato ulteriori aiuti militari a Kiev dal novembre 2025. L’esponente dem ha inoltre ricordato l’esperienza del secondo governo guidato da Giuseppe Conte, durante il quale ricopriva l’incarico di ministro della Difesa. In quel periodo, ha sottolineato, l’ ha aumentato le spese militari e istituito un fondo pluriennale per gli investimenti nel settore.

Conte e Schlein cercano una sintesi politica

La posizione di Guerini evidenzia le difficoltà del dialogo con il Movimento 5 Stelle. Giuseppe Conte mantiene una linea contraria a nuovi invii di aiuti militari e punta su una svolta negoziale per arrivare alla . Il leader pentastellato chiede inoltre di definire preventivamente i punti irrinunciabili dell’alleanza, mentre la segretaria dem deve conciliare le diverse sensibilità presenti nel proprio partito e tra i potenziali alleati.

La questione ucraina diventa così un banco di prova per il del campo largo. Le forze progressiste devono trovare un equilibrio tra sostegno militare, iniziative diplomatiche, sicurezza europea e prospettive di pace. Senza una posizione condivisa sulla , la costruzione di un programma comune rischia di incontrare ostacoli proprio su uno dei dossier più delicati per un’eventuale futura maggioranza.

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