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domenica 19 Aprile, 2026
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Missili sulle raffinerie del Golfo: impenna il prezzo del pieno

Negli ultimi giorno a causa della guerra in Medio Oriente il prezzo della benzina è schizzato ad oltre 1,7 euro

Da Alessio Matta
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La tensione in Medio Oriente si riflette anche sui distributori italiani. Dopo gli attacchi contro diverse raffinerie nel Golfo Persico, i prezzi dei carburanti hanno ripreso a correre. In Italia il gasolio ha superato quota 1,8 euro al litro, mentre la benzina è andata oltre 1,7 euro. Livelli che non si vedevano da più di due anni.

Negli ultimi giorni l’Iran ha colpito più infrastrutture petrolifere nella regione. Nel mirino raffinerie e impianti energetici tra Qatar, Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. L’attacco più recente ha riguardato il Bahrein, dove è stata presa di mira la Bahrain Petroleum Company. L’esplosione ha provocato un grande incendio nell’impianto, che produce circa 200 mila barili di petrolio al giorno.La crisi mette sotto pressione anche lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi più importanti per il commercio energetico mondiale. Da quel tratto di mare passa circa un quinto del petrolio globale. In questi giorni quasi mille navi risultano ferme nell’area, con carichi stimati in oltre 25 miliardi di dollari.

I mercati hanno reagito subito. Il prezzo del Brent è salito fino a 84 dollari al barile dopo un forte aumento nel corso della settimana. Anche il gas europeo è cresciuto molto: ha superato i 50 euro al megawattora con un balzo di circa il 60% in pochi giorni. Il rialzo si vede già alla pompa. Alcune compagnie hanno aumentato i prezzi anche di dieci centesimi nel giro di una notte. Negli Stati Uniti la benzina media è arrivata a 3,25 dollari al gallone, circa il 30% in più dall’inizio della crisi.

Il governo italiano segue la situazione e ha annunciato controlli per evitare rincari ingiustificati. Molto dipenderà da quanto durerà la tensione nel Golfo: se il conflitto andrà avanti, il conto per automobilisti e imprese rischia di crescere ancora.

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