Nessuna presa di posizione sull’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e un avvertimento alle aziende dell’energia: se ci saranno speculazioni sui prezzi, il governo è pronto ad aumentare le tasse. Giorgia Meloni sceglie una linea prudente sulla guerra in Medio Oriente e allo stesso tempo apre alla stretta su chi gonfia bollette e carburanti.
La presidente del Consiglio lo ha detto durante la trasmissione Fuori dal coro su Rete4. Sul conflitto tra Iran da una parte e Stati Uniti e Israele dall’altra, Meloni evita di prendere una posizione netta. Alla domanda se condivida o condanni l’operazione militare risponde: “Nessuno dei due”.
Dietro questa prudenza c’è anche una scelta politica chiara: Meloni negli ha puntato molto sul rapporto con Washington e sulla scommessa personale su Donald Trump. Per questo Palazzo Chigi evita qualsiasi presa di posizione che possa irritare la Casa Bianca.
Così l’Italia resta su una linea morbida, o meglio l’ennesima dimostrazione di sudditanza del governo italiano dalle scelte dell’amministrazione americana.
Sul fronte interno il messaggio è invece più duro. Meloni avverte che l’esecutivo è pronto a intervenire contro eventuali speculazioni sui prezzi dell’energia. “Siamo determinati a combattere la speculazione. Non escludo di aumentare le tasse alle aziende responsabili e rimettere quei soldi nelle bollette”, dice.
Tra le ipotesi allo studio c’è anche il ritorno delle cosiddette “accise mobili” sui carburanti, un meccanismo che consente di ridurre o aumentare le accise in base all’andamento dei prezzi: scatterebbe solo in caso di rialzi stabili della benzina.
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