Merito, sicurezza, clandestinità e assistenzialismo sono le parole più ripetute da Roberto Vannacci nel suo discorso di chiusura dell’assemblea nazionale di Futuro Nazionale. Dopo un primo giorno di kermesse in cui gli attacchi al governo Meloni non si sono risparmiati, oggi l’ex parà della Folgore si è lanciato in un intervento caratterizzato da luoghi comuni e conversazioni che potrebbero essere in qualsiasi bar del Paese. Laura Ravetto, deputata di FN e fuoriuscita dalla Lega, ha scelto di scrivere “merito” anche su una bottiglietta spray, sostenendo che si tratti di una caratteristica proprio alla base della sua decisione di proporre l’abrogazione delle quote rosa nelle liste elettorali della politica italiana.
Tra citazioni militari, il saluto “camerati” del deputato Domenico Furgiuele e la scelta di “Futura” di Lucio Dalla come inno del partito, Vannacci elogia la volontà di rinascita che il suo partito porta con sé. “Noi non siamo la speranza della sinistra, ma dell’Italia vera, di quelli che credono nel futuro del popolo italiano”, ha sentenziato, lanciando un attacco sottinteso contro l’attuale parterre politico, che sia di centrodestra o centrosinistra.
Remigrazione e sicurezza: le scatole vuote di Futuro Nazionale
Vannacci chiarisce che la remigrazione sarà il fulcro del programma di governo di FN, che vuole ridurre le percentuali di immigrati in Italia al fine di ridare dignità e importanza ai soli italiani. Al contempo, questa misura dovrebbe regalare al Paese una maggiore sicurezza. Proprio su questo tema, lo stesso su cui sta fallendo il governo Meloni, Vannacci non entra nei dettagli, chiarendo però che la sicurezza sarà uno dei punti cruciali del suo partito. Come sarà raggiunta, però, resta un mistero.
Il leader di Futuro Nazionale ha una risposta per tutto. La crisi energetica sarà risolta abbandonando il Green Deal, la carbon tax e i limiti europei, investendo sulle biomasse, sul nucleare e solo successivamente su altre risorse, magari rinnovabili. L’economia italiana sarà basata sul merito e sull’interesse nazionale con aiuti alle piccole e medie imprese. Tra questi si contano incentivi, defiscalizzazioni degli utili aziendali da raggiungere anche con partecipazioni statali. Nessun riferimento, però, a come sostenere a livello fiscale queste iniziative.
Vannacci: “Chi non lavora è contro la Repubblica”
Proprio sul fisco, Vannacci ipotizza un sistema “giusto e proporzionato”, dove chi ha figli viene aiutato sulla base della convinzione che con la nascita di bambini stia “contribuendo al bene della Nazione”. Questi stessi bambini saranno poi mandati a una scuola pubblica “dura e selettiva” che li prepari di base a una vita “basata sul merito”. Un obiettivo che oggi la scuola non sta raggiungendo, perché “troppo buonista e lassista” e troppo “influenzata dal partito democratico”.
Uno dei passaggi meno applauditi, però, ha riguardato il settore del lavoro. “La Repubblica italiana è fondata sul lavoro e chi non lavora è contro la Repubblica. Come diceva San Paolo, chi non lavora non mangia. Era un fascista? “, ha sostenuto Vannacci, spiegando di essere contrario all’assistenzialismo di Stato e alla volontà dei giovani di dedicarsi ad ambiti in cui non si trova lavoro e che, invece di cambiare professione, vivono grazie ai sussidi dello stesso Stato che non ha permesso loro di lavorare.
La battaglia contro l’assistenzialismo
La sanità dovrebbe concentrarsi sulla prevenzione e sull’eliminazione delle liste di attesa e non su operazioni “inutili” come la riassegnazione di genere. Per le famiglie italiane, oltre agli sgravi per chi ha figli e incentivi per acquistare casa, Vannacci si lascia andare a una riflessione: “Ci sono donne che lavorano e non fanno figli, mentre ci sono uomini a casa che vivono dei sussidi dello Stato”. Sulla giustizia FN è pronto a chiedere la costruzione di nuove carceri e il rimpatrio dei detenuti stranieri arrestati in Italia.
Vannacci: “Il femminicidio non esiste”
Così si svuoteranno le carceri e potranno essere riempite di nuovi detenuti, gli stessi che oggi avrebbero accesso a forme di detenzione alternativa. In più FN combatterà contro la presunta tipizzazione dei reati penali sulla base delle caratteristiche della vittima. “Io considero un reato più o meno grave in base alla vittima e non in base al reato stesso. Ecco che nasce il femminicidio, che invece non esiste”, ha sentenziato.
La frecciatina a Salvini
In chiusura del suo intervento, Vannacci lancia quella che sembra una frecciatina nei confronti del leader della Lega, Matteo Salvini. “Vi posso assicurare che FN non sarà il partito di quelle persone che, una volta raggiunto l’incarico o la posizione di responsabilità, non fanno altro che allontanare le altre persone in gamba perché hanno paura di mettere in gioco la propria posizione”. Una massima accolta dall’applauso della platea.
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