giovedì 13 Agosto 2026
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Centrosinistra, cresce il confronto sulla coalizione per le politiche

Le forze progressiste e riformiste cercano un'intesa più ampia in vista delle prossime elezioni politiche, tra distanze ancora aperte sulla composizione della coalizione e il confronto sulla scelta della futura leadership

Di Redazione
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Il confronto dentro l’ continua a concentrarsi sulla possibilità di costruire una capace di affrontare con concretezza le prossime . Il tema riguarda soprattutto il rapporto tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza e Sinistra, e le altre realtà progressiste, civiche e riformiste che guardano alla costruzione di un’alternativa al centrodestra. In questo quadro Alessandro Onorato, di Progetto Civico Italia e assessore di Roma, continua a sostenere la necessità di allargare il perimetro dell’alleanza e di affidare agli elettori la scelta della leadership attraverso le primarie.

Un campo largo da allargare ancora

Secondo la posizione espressa da Alessandro Onorato, l’attuale opposizione dispone già di una base politica significativa, ma non può considerare sufficiente la semplice somma delle principali forze del centrosinistra. Pd, Movimento 5 Stelle e Avs rappresentano, nella sua lettura, una parte fondamentale dello schieramento progressista, ma il progetto dovrebbe coinvolgere anche altre forze e soprattutto quel mondo civico, liberale e riformista che non trova piena rappresentanza nei partiti tradizionali. L’obiettivo, quindi, non consiste soltanto nel mettere insieme sigle diverse, ma nel costruire un’offerta politica capace di parlare anche agli elettori che oggi restano lontani dalle urne o che non si riconoscono nelle principali formazioni politiche.

Onorato ha insistito proprio sulla necessità di trasformare il cosiddetto campo largo in un progetto più ampio, non limitato ai rapporti tra i leader dei partiti. La sua impostazione punta infatti a valorizzare amministratori locali, esperienze civiche e personalità provenienti da percorsi differenti. «Campo largo va allargato», è il concetto espresso dall’esponente di Progetto Civico Italia, che considera indispensabile aggiungere non soltanto nuovi volti, ma anche nuovi contenuti alla politica del centrosinistra.

Le primarie al centro della partita

Il nodo della leadership resta uno degli aspetti più delicati dell’intero percorso. Le diverse componenti dell’opposizione hanno infatti sensibilità, priorità e strategie differenti, mentre la scelta di un candidato alla guida della coalizione potrebbe incidere profondamente sulla capacità dello schieramento di presentarsi agli elettori come un’alternativa credibile. Per Alessandro Onorato, le primarie possono rappresentare uno strumento democratico per affrontare questo passaggio e consentire agli elettori di scegliere direttamente chi dovrà guidare la coalizione.

Il progetto civico guidato da Onorato ha già dichiarato la propria intenzione di partecipare alle eventuali primarie del centrosinistra. L’esponente romano ha spiegato che «Progetto Civico ci sarà», confermando così la volontà della nuova realtà politica di giocare un ruolo autonomo all’interno di un’alleanza più ampia. Non si tratta soltanto di individuare un nome, ma di portare al confronto una proposta politica legata ai territori, agli amministratori locali e a quella parte della società civile che il movimento considera distante dalle strutture tradizionali dei partiti.

Il nodo delle forze centriste e riformiste

La costruzione dell’alleanza deve però fare i conti con una realtà politica molto articolata. Azione mantiene una propria posizione e non ha aderito al percorso delle primarie del centrosinistra, mentre altre componenti centriste e riformiste valutano strade autonome. Questa frammentazione rende complesso il progetto di una coalizione realmente competitiva, soprattutto perché la distanza tra alcune forze riguarda non soltanto la leadership, ma anche le strategie politiche, il rapporto con il Movimento 5 Stelle e l’impostazione da dare al programma.

In questo scenario Alessandro Onorato propone una soluzione che punta a coinvolgere maggiormente le realtà civiche e amministrative. Il suo Progetto Civico Italia nasce infatti con l’ambizione di raccogliere sindaci, amministratori e rappresentanti della società civile interessati a partecipare alla costruzione di un nuovo spazio politico. Il progetto non vuole presentarsi come una semplice appendice di una delle forze già esistenti, ma come una componente autonoma capace di portare consenso e competenze all’interno del centrosinistra.

Manfredi possibile punto di equilibrio

Nel ragionamento di Onorato compare anche il nome di Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’Anci. L’esponente civico considera il primo cittadino partenopeo una possibile figura di garanzia per le diverse realtà centriste, civiche, europeiste e liberali che non si riconoscono pienamente nei principali partiti del centrosinistra. «Gaetano Manfredi può essere la risposta al nostro grande quesito», ha spiegato Onorato, indicando nel sindaco di Napoli una personalità potenzialmente capace di favorire il dialogo tra sensibilità differenti.

La partita, tuttavia, resta ancora aperta. La candidatura alla guida della coalizione dipenderà anche dal quadro della legge elettorale e dagli equilibri che emergeranno nei prossimi mesi. Per questo motivo il confronto sulle primarie non coincide ancora con una decisione definitiva sulla leadership nazionale. Le diverse forze dovranno prima trovare un terreno comune sui contenuti, sulla composizione dell’alleanza e soprattutto sulla strategia con cui affrontare il centrodestra.

La ora passa dal progetto politico

Il punto centrale della discussione riguarda quindi la capacità dell’opposizione di trasformare la volontà di alleanza in un progetto politico riconoscibile. Alessandro Onorato sostiene che non basti mettere insieme partiti diversi per ottenere automaticamente una maggioranza elettorale. Servono una proposta chiara, una leadership riconosciuta e un programma capace di affrontare le questioni che interessano concretamente gli elettori. In questa prospettiva, l’esperienza degli amministratori locali può diventare uno degli elementi attraverso cui rafforzare il rapporto tra politica e cittadini.

La strada verso le prossime politiche resta dunque lunga e ricca di incognite. Da una parte il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e Avs continuano a rappresentare il nucleo principale dell’opposizione progressista; dall’altra crescono le iniziative di forze civiche, centriste e riformiste che chiedono maggiore spazio e una discussione più ampia sulla futura coalizione. Onorato prova a inserirsi proprio in questo spazio, sostenendo che un centrosinistra più largo possa aumentare la propria competitività elettorale.

La vera sfida sarà ora capire se le diverse componenti riusciranno a superare le rispettive distanze e a trasformare il confronto sulla leadership in un percorso politico condiviso. Le primarie, se troveranno una definizione concreta, potrebbero diventare il momento decisivo per misurare il consenso dei diversi candidati e stabilire chi guiderà l’eventuale coalizione. Prima di arrivare a quel passaggio, però, il centrosinistra dovrà affrontare una questione ancora più importante: capire se le diverse anime dell’opposizione riusciranno davvero a costruire una proposta comune abbastanza larga da competere per il del Paese.

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