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domenica 19 Aprile, 2026
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Il segreto francese nel cuore di Roma: 150 anni di scoperte

Questa esposizione documentaria celebra il centocinquantesimo anniversario dell'istituzione francese, evidenziando il legame profondo con il territorio italiano e il bacino del Mediterraneo attraverso scatti storici, documenti inediti e il racconto di prestigiose collaborazioni scientifiche che spaziano dall'archeologia alla storia sociale.

Da Nora Taylor
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L’immagine del generale Charles de Gaulle durante il suo incontro istituzionale del 1959 rappresenta solo uno dei tasselli di questo mosaico. Accanto a lui, le testimonianze delle indagini archeologiche condotte nei siti di Bolsena e dell’antichissima Praeneste dimostrano l’energia instancabile prodotta dall’École française de Rome. Questi frammenti di storia trovano spazio in un percorso espositivo allestito presso la prestigiosa sede di Piazza Navona 62, dove i visitatori possono accedere gratuitamente fino al 30 aprile. L’ente pubblico dedica queste celebrazioni alla ricerca e alla formazione accademica, coprendo un arco temporale immenso che parte dalla Preistoria per giungere alla contemporaneità.

Un anniversario speciale tra Palazzo Farnese e Piazza Navona

L’evento trae origine dalla manifestazione “La notte dei 150 anni”, svoltasi lo scorso 27 settembre presso Palazzo Farnese in concomitanza con le Giornate Europee del Patrimonio. La mostra, intitolata “L’École française de Rome 1875-2025. Una vocazione italiana e mediterranea”, si trasferisce ora nel cuore di Roma per dialogare con i cittadini e i viaggiatori globali. La Francia sostiene e finanzia l’istituzione fin dal decreto di fondazione del 20 novembre 1875, ma l’Italia offre la materia prima per l’indagine intellettuale. I ricercatori francesi hanno sviluppato eccellenze assolute in settori come l’etruscologia, la topografia dell’Urbe e la storia del Papato proprio grazie al contesto italiano.

Il dialogo costante tra studiosi e grandi famiglie romane

Il percorso narrativo evidenzia l’accoglienza calorosa che la società capitolina garantì all’ente fin dai suoi primi passi. Lo scambio intellettuale e la stima reciproca tra esperti francesi e italiani costituiscono il fulcro della mostra, arricchita da filmati, testi agili e archivi preziosi. L’esposizione mette in luce la sinergia costante tra l’École e la nazione ospitante. In passato, i rapporti con casate influenti come i Torlonia permisero agli accademici di esplorare aree strategiche, tra cui spicca la zona di Vulci. Allo stesso modo, il direttore Auguste Geffroy strinse legami fondamentali con personalità di spicco come Ersilia Caetani Lovatelli, la quale facilitò l’ingresso dei giovani borsisti nei salotti culturali più esclusivi della città.

Dalla ricostruzione del dopoguerra alle nuove sfide sociali

Il progetto non trascura il periodo successivo al secondo conflitto mondiale. Nel 1945 l’ente contribuì attivamente alla nascita dell’Associazione internazionale di Archeologia classica, mentre l’anno seguente partecipò alla creazione dell’Unione Internazionale degli Istituti di Archeologia, Storia e Storia dell’Arte in Roma. La direttrice Brigitte Marin sottolinea l’importanza di questa sintesi storica:

“Eravamo in possesso di libri eruditi dell’Ècole relativi a questi 150 anni, ma non avevamo una storia breve. Abbiamo così colto l’occasione per scrivere i pannelli e riassumere un percorso che dal 1875 arriva a oggi. La grande sfida è stata sintetizzare nei dieci pannelli dell’esposizione 150 anni di attività. Filo conduttore è stato il legame con Roma e con l’Italia, quel radicamento che ha segnato il destino scientifico della nostra istituzione”.

Uno sguardo fotografico e il futuro della grande biblioteca

Una sezione particolare ospita i lavori di Yves Jeanmougin. Nel 2021, Brigitte Marin affidò all’artista il compito di ritrarre la vita quotidiana all’interno di Palazzo Farnese proprio mentre iniziavano i restauri delle facciate. Queste fotografie mostrano il volto umano di chi lavora per l’Ambasciata di Francia e per l’École, trasformando l’istituzione in un luogo vivo e vibrante. Le celebrazioni non si esauriranno con l’anno in corso: nel 2026 l’attenzione si sposterà sulla Biblioteca, un tesoro che custodisce oltre 211.000 volumi. Questo immenso patrimonio librario rimane un punto di riferimento fondamentale per tutta la comunità scientifica mondiale.

A cura della Redazione

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