Il via libera di Palazzo Madama e le modifiche della Commissione
L’Assemblea del Senato ha confermato il proprio sostegno al Governo attraverso 113 voti favorevoli, a fronte di 70 pareri contrari e 2 astensioni. Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha presentato formalmente la questione di fiducia su un testo che sostituisce integralmente la struttura originale del provvedimento.
Nonostante l’approvazione, la Commissione Bilancio ha scelto di intervenire pesantemente sul documento durante le sessioni di lavoro. Gli esperti hanno rimosso cinque misure specifiche dal pacchetto economico. Tra queste spicca la cancellazione della norma che offriva una sorta di protezione legale ai datori di lavoro responsabili di retribuzioni non dignitose. Tale meccanismo avrebbe protetto persino chi subisce condanne basate sull’articolo 36 della Costituzione Italiana.
La corsa contro il tempo verso Montecitorio
Il Governo deve ottenere l’approvazione definitiva entro il 31 dicembre per scongiurare il pericoloso blocco amministrativo dell’esercizio provvisorio. Dopo questo primo successo, i funzionari trasmetteranno immediatamente i documenti alla Camera dei Deputati per la fase successiva del dibattito.
I deputati inizieranno l’esame generale il 28 dicembre. Il giorno seguente, l’esecutivo richiederà nuovamente la fiducia in Aula a Montecitorio per blindare il testo. Il calendario parlamentare fissa la votazione risolutiva per martedì 30 dicembre, garantendo così la pubblicazione della legge prima della scadenza di fine anno.
Le dichiarazioni dei protagonisti e la prudenza finanziaria
Il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha manifestato un forte ottimismo riguardo al percorso intrapreso nelle ultime ore. Egli ha paragonato il processo legislativo a una faticosa scalata in montagna: “Sono soddisfatto. È come arrivare in vetta, il sentiero è tortuoso ma l’importante è arrivare in vetta, non c’è un’altra strada”.
Il responsabile del Tesoro ha inoltre rivendicato il valore strategico delle scelte effettuate, sottolineando che la gestione oculata delle risorse garantirà stabilità anche alle future legislature. Durante il suo intervento conclusivo a Palazzo Madama, ha infatti affermato con convinzione: “Della nostra prudenza beneficeranno i governi futuri”.
