lunedì 15 Giugno 2026

Il Ministro Giuli dice “no” alle Winx. La serie italiana più diffusa al mondo

Il governo che punta tutto sul "Made in Italy" ha scelto di tagliare i fondi al prodotto di animazione italiano più diffuso al mondo. Il Ministero della Cultura è di nuovo nella polemica dopo il caso Giulio Regeni

Da Silvia Forconi
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Dopo il caso del su Giulio Regeni, il Ministero della guidato da finisce di nuovo al centro delle polemiche. Questa volta a far discutere è l’esclusione della nona di Winx dai contributi alla produzione. È la prima volta in vent’anni che il cartone animato più conosciuto al mondo, creato da Iginio Straffi, viene bocciato dal Mic.

Lo sfogo di Iginio Straffi: ”Interesse nazionale fuori discussione”

In un’ rilasciata a Open, il di Rainbow ha espresso tutto il suo sconcerto. Nonostante la richiesta di un milione di euro (che solitamente viene ridotta drasticamente dal Ministero a centomila euro), Straffi sottolinea che il danno non è solo economico, ma di principio dato che in primis la serie è coprodotta con la Rai, che negli anni ha incassato decine di milioni di euro grazie ai diritti delle Winx. Inoltre ”l’animazione è un settore povero dove gli operatori stanno scomparendo” spiega Straffi, sottolineando come Rainbow andrà avanti comunque, a differenza dei piccoli produttori che rischiano il collasso senza questi fondi.
Il produttore ha inoltre criticato i criteri di valutazione, definendo la nuova serie ”estremamente innovativa’‘ graficamente, al contrario di quanto ha sostenuto la commissione.

Contributi basati sui risultati

L’imprenditore lancia una al governo sulla riforma del . Secondo Straffi, il meccanismo attuale favorisce per il 70% le major internazionali anziché i talenti locali. La proposta è quella di spostare il sostegno su dati tangibili come il box office, gli ascolti televisivi e la capacità di esportare il prodotto all’estero. ”Così sarebbe un vero contributo al merito”, conclude.

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