Continua l’ondata di rincari dei carburanti sulla rete italiana. A denunciarlo è il Codacons, che segnala aumenti diffusi alla pompa.
In Basilicata, Calabria, Valle d’Aosta, Sicilia e nelle province autonome di Trento e Bolzano, la benzina al self ha superato quota 1,8 euro al litro. Il diesel ha invece oltrepassato la soglia psicologica dei 2 euro.
Ancora più elevati i costi sulla rete autostradale: in diversi impianti il gasolio supera i 2,5 euro al litro e in alcuni casi sfiora i 2,6 euro.
Le richieste al governo
L’associazione dei consumatori chiede al governo di intervenire con un taglio delle accise. La proposta è una riduzione di almeno 15 centesimi al litro per contenere i rincari.
All’attacco le forze di opposizione. Il capogruppo Pd al Senato Francesco Boccia ha chiesto l’attivazione urgente del meccanismo delle accise mobili per restituire ai cittadini l’extragettito Iva ed evitare «un salasso per famiglie e imprese». Sulla stessa linea il senatore M5s Mario Turco: «Il Governo dimostri con i fatti di voler tutelare il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività del nostro sistema produttivo».
Le promesse di Meloni
Nella sua intervista a Rtl 102.5 del 5 marzo, giorno in cui si astenne dall’intervenire in aula per lasciare lo scranno a Crosetto e Tajani, la Presidente del Consiglio aveva promesso una lotta alla speculazione, ipotizzando anche di aumentare la tassazione alle aziende energetiche che avrebbero approfittato della crisi per gonfiare artificialmente i prezzi. Promessa che ha rinnovato ieri, dicendo che il governo è al lavoro su una misura di sterilizzazione degli aumenti.
Finora, come cantava Noemi, sono solo parole.
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